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Col coltello tra i denti PDF Stampa E-mail
Scritto da Gianni Fraschetti x informare.over-blog.it   
Martedì 23 Gennaio 2018 14:27


Sgombero di Casa Pound? Ora è sufficientemente popolare perché la repressione sia efficace e scientifica

Alzi la mano chi non è rimasto sconcertato dalla notizia del prossimo sgombero della sede di Casa Pound, annunciato dal Ministero di Polizia e da quella misera cosa che è Virginia Raggi, un bolo di sterco che galleggia impazzita nella tempesta. Notizia accompagnata anche dalla tempistica...non ora che ci sono le elezioni. Subito dopo che avremo votato.
Sono passati due giorni dall'annuncio e arrivano le prima reazioni da parte degli interessati. Simone Di Stefano dichiara che la sede simbolo sarà difesa col coltello tra i denti, Mauro Antonini, il candidato di Casa Pound alla presidenza della regione Lazio va oltre e spiega...centinaia di ragazzi sono pronti a morire.
Dichiarazioni di intenti molto impegnative da parte di gente che non spara cazzate a vanvera, specialmente su certi argomenti, dichiarazioni che sicuramente sono state ben ponderate e  che non lasciano spazio a interpretazioni. La sede-simbolo verrà difesa con ogni mezzo, anche a costo della vita. Una prospettiva che certamente doveva essere presente negli scenari ipotizzati dal Ministero di Polizia, che quello è il suo lavoro, ma che non paiono avere scoraggiato dall'annunciare una operazione totalmente inutile. Quel palazzo infatti, di proprietà dello Stato, non è fruibile da alcuna pubblica amministrazione per problemi legati alle scale esterne antincendio. Una storia nota.
E dunque mi chiedo, per quale motivo,  dopo anni e anni,  si va a mettere in piedi una operazione "militare" per riprendere un cespite totalmente inutile e attualmente in mano a persone che lo hanno ben utilizzato, fornendo anche un alloggio a venti famiglie di italiani che dormivano per strada. Già, perché?
Mi ci sono arrovellato, non molto a dire il vero, finché la risposta non è arrivata lampante come una folgore nella notte. Il copione preparato con cura da chi di queste cose se ne intende, prevede in premessa che non vi sia una chiara maggioranza dopo le elezioni, ma anche una difficoltà a creare comunque una maggioranza. PD e FI da soli non ce la fanno, Lega e Fratelli si sono già chiamati fuori, il M5S e il PD non ce la fanno nemmeno loro. Questo  lo scenario strombazzato quotidianamente da tutto il sistema main stream, e allora?
E allora si farà come ai vecchi tempi. Ma ormai non è più tempo di bombe e attentati autoctoni, e riesumare le Brigate Rosse sarebbe un rito di magia necrofila  e dunque? E dunque usiamo i cari vecchi fascisti, che stiamo mediaticamente preparando già da mesi per la bisogna sbattendoli un giorno sì e l'altro pure sulle prime pagine dei giornali e de TG. Sempre con addebiti da gelare i polsi.
Adesso però bisogna fare il salto di qualità, occorre infatti ben altro che tirare tre fumogeni sotto la sede di Repubblica, ma per farlo necessita la loro collaborazione. Una collaborazione tutt'altro che certa, anzi assai improbabile. I ragazzi sono romantici sognatori ma non sono cretini e dunque come obbligarli al ruolo ingrato previsto per loro dal copione? Ma  è semplice, li sbattiamo fuori dalla loro sede-simbolo, questo li obbligherà a combattere. A combattere col coltello fra i denti, come dice Di Stefano, e magari a lasciare anche qualche morto (meglio se più di uno e anche nelle forze del Ministro di Polizia) per terra.
Se sarà sgombero sarà  guerra, questo è certo e ne sono pienamente consapevoli al Ministero di Polizia, e ciò avverrà anche se Jannone, Di Stefano e tutta la classe dirigente di CPI sono perfettamente consapevoli del trappolone stile vecchio Ufficio Affari Riservati che è stato preparato. Ci sono però situazioni che non lasciano vie di scampo...per noi la scelta è facile - disse Leonida alle Termopili - gli Spartani non si arrendono, gli Spartani non si ritirano. Dunque rimaniamo, combattiamo e moriamo...Anche ad El Alamein andò più o meno così. Si resta e si combatte, a prescindere da altre considerazioni, perché vivaddio contano anche il bel gesto, il sacrificio e il comportamento da uomini in un mondo di invertebrati.  E che si facciano pure il loro strafottuto governo del presidente dopo, sulla spinta emotiva, che certi media non vedono l'ora di pompare,  della risorta violenza fascista.
Tanto non avranno guadagnato tempo, soltanto una mezz'ora in più per vendersi qualche altro pezzo del nostro patrimonio, che questo alla fine vogliono, e dunque che vadano a sgombrare, che vadano a eseguire le trame costruite a tavolino dal mascalzone di turno, che vadano  a cercare i morti, che vadano a compiere il delitto annunciato. Verrà il giorno che dovranno rendere conto anche di questo.
Col coltello tra i denti, afferma Di Stefano.
Sono d'accordo con lui, nella speranza che il senso della frase si possa limitare alla sola, feroce determinazione, e che l'evocazione di quanto potrebbe accadere blocchi questo progetto infame, anche se ci credo poco.

 

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