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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Martedì 30 Gennaio 2018 16:07


Le poste in palio alle elezioni di marzo

 

Consegnate le liste si parte per un mese di scontri elettorali.
Cosa c'è in palio?

Dal punto di vista dei destini nazionali poco o niente.
Tre ipotesi di maggioranza sono in gioco, e non saranno tanto i voti reali quanto quelli taroccati, e soprattutto le convergenze dietro le quinte, a deciderne l'esito. In democrazia, almeno da noi, è così che funziona.
Le ipotesi sono le seguenti: un governo di centrodestra a maggioranza improbabile ma non impossibile, che lo stesso centrodestra non sembra però gradire; un governo di larghe intese; o infine un governo bolscevico, per il quale da qualche tempo si stanno attrezzando i Cinque Stelle con le svolte su Ius Soli, antifascismo e aperture a Liberi/e e Uguali.
Se non si verifica il primo caso saranno necessari degli aggiustamenti per realizzare sia il secondo, sia soprattutto il terzo che è inimmaginabile senza una partecipazione ampia dal centrosinistra.
Per questi scenari sarà prezioso un “pericolo fascista e razzista” che in nome del fanatismo moralistico politicamente corretto giustifichi le capriole. Con tanto di allarmi mediatici e repressioni di contorno di cui farebbero le spese alcune comunità e specialmente CasaPound che è ormai cittadina riconosciuta del villaggio politico veicolato dai media e dagli attori. Ovviamente non solo per un regalo stile bomba a orologeria, quale rischia di essere l'interessamento ossessivo dei media di questi ultimi mesi, ma anche per meriti propri di radicamento e linguaggio.

Gli obiettivi delle diverse componenti che fanno parte di un medesimo mondo sono abbastanza simili: conquistare spazi di amministrazione, fondi per le attività e riferimenti istituzionali.  Per quelli che ancorano la propria azione alla contesa elettorale il ragionamento è terra-terra: puntare a difendere gli spazi e a garantirsi una postazione. Questo accade per tutte le componenti valide nel centrodestra (e ce ne sono), sparse e coinvolte in contesa interna. Esse hanno preso atto del fatto che il populismo di destra in Italia si è affermato molto prima che altrove ed ha ampiamente fallito, quindi non ha più fiducia in se stesso.
In senso contrario va l'entusiasmo di CasaPound che sta provando a coprire il vuoto di emozioni e speranze lasciato dal cinismo dei postfascisti. Anche se  CPI recupererà soprattutto parecchi astenuti disgustati, gli animi si esacerberanno. Gli uni accuseranno l'altra di sabotare la conquista di una maggioranza governativa, la seconda dirà  che i primi sono borghesi e traditori.
Infine, laddove sia riuscita a presentare qualche lista, ci sarà la testimonianza Fiamma-Forza Nuova.

I singoli obiettivi sono tutti raggiungibili e hanno un loro perché.
Ovviamente non si è ancora sciolto il nodo sul significato politico di un'elezione. Interessi di pescecani e papponi a parte, restano un aspetto emotivo/psicologico esaltato dalla mobilitazione, un aspetto tattico e sostanziale volto dalla conquista degli spazi e uno strategico tutto da definire.
Da qualche decennio in qua l'aspetto emotivo/psicologico è risultato inutile, tranne che per la creazione di uno spaventapasseri che consenta la realizzazione di maggioranze a difesa della democrazia minacciata. Non è un caso se i comunisti e le chiese hanno sciolto i loro partiti confessionali per esercitare lobbying a tutto campo. Dal punto di vista tattico sono quindi più realiste le componenti nel centrodestra che non le più marcatamente identitarie. Però non hanno strategia né Weltanschauung.
Chi invece, come CasaPound, chiama a raccolta, parla alla pancia anche se si sobbarca l'onere di essere il maledetto della commedia, sperando di non divenire il capro espiatorio della tragedia.
Il successo notevole ottenuto nella raccolta delle firme è indice che, in un ambiente pur sempre irrazionale, questo richiamo della foresta fa presa. Due sono i temi che mobilitano intorno ad essa: il provare a portare in Parlamento gente che si dice fascista e che, poi, si toglierebbe delle belle soddisfazioni e, al tempo stesso, aiutarla a raggiungere una consistenza e una notorietà tali da proteggerla da repressione.

Per quel che mi riguarda non è vero che io sia contro le elezioni per principio. Sono per la loro marginalità culturale e strategica, nella convinzione della pressoché inutilità di occupare scranni nel legislativo; credo che offrano comunque una serie di opportunità, la prima delle quali è la catalizzazione di energie su cui si deve però saper lavorare selettivamente per orientarle ad atti strategici che sono ben al di là delle votazioni e ben al di fuori dei pregiudizi democratici.
Non sono contro le elezioni per principio, ma me ne interesso poco perché ognuno ha il suo da compiere, e tempi e toni per il mio non sono gli stessi della contesa che infiamma i nostri come un campionato di calcio. E che ha quindi un valore antropologico, psicologico ed emotivo notevole.
Sono poi pienamente consapevole delle motivazioni e degli obiettivi che vengono perseguiti e non mi metto certo di traverso in nome di un altezzoso purismo che sempre indica sterilità.
Una considerazione: un po' tutte le componenti in cui si articola questo mondo sono abbagliate da un euroscetticismo a diverse gradazioni che sono, non convinto, ma certissimo, essere non solo sbagliato e deleterio per il nostro futuro, ma voluto e dettato dai padroni angloamericani. Senza euroscetticismo sembra che questo mondo non riesca proprio a esprimersi, il che è francamente preoccupante. Sono però consapevole di un'altra cosa: ovvero che questa polpetta ideologica avvelenata rappresenta solo una sovrastruttura per la cosiddetta area. Non è certo a causa sua che le persone si eccitano e si mobilitano, né di certo nel miraggio di Italexit, o di Euro/noEuro che si entusiasmano e che riconoscono la loro appartenenza comune.

Ho preso allora una decisione: non c'è ragione di dare battaglia più di tanto per una maschera sul volto e, visto come stanno le cose, benché abbia già compilato un Manifesto dell'Orgoglio Europeo, non lo pubblicherò prima della fine delle elezioni proprio per non dare adito a dubbi o polemiche del tutto inappropriate oggi. Perché lo scopo non è di dividere ulteriormente ma di produrre una sintesi in avanti per sinergie vincenti provenienti da ovunque e unite da Coscienza di sé e Volontà di potenza.
Avanti dunque!

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Gennaio 2018 18:34
 

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