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Del pregiudizio democratico PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 07 Marzo 2018 01:53


E di un altro modo d'interpretare il dato elettorale

 

Ci siamo chiesti ripetutamente per quale ragione da ben prima delle elezioni CasaPound avesse goduto di una sovraesposizione mediatica che non si ricorda dai tempi di Pannella a metà anni Settanta o, al massimo, dai mesi del primo Salvini. Timeo danaos et dona ferentes.... Tutti convinti che fosse un regalo avvelenato.
Già, ma perché? La prima risposta, che non mi ha convinto, era che lo facessero per togliere voti alla Lega. Quanti? Mille? Non reggeva. Una seconda tesi pretendeva che un suo successo sarebbe servito a impedire al Centrodestra di raggiungere il 40% e la maggioranza conseguente. Ma la stessa stampa di destra aveva partecipato a questa bolla mediatica e c'erano altri due dati che stridevano. Al Centrodestra Cpi poteva togliere dieci o quindicimila voti, gli altri suoi essendo irriducibili; l'operazione è stata addirittura internazionale con sorprendenti punte a New York, quindi aveva scopi strategici.
A me sembrò più probabile che si volesse creare uno spauracchio fascista per distrarre la gente dalle future leggi di carneficina sociale e offrire al Centrodestra la scusa per partecipare a una grande ammucchiata. Ma non era troppo convincente. Ora s'inizia forse a capire il senso della manovra: si sono trasferite su Cpi tutte le caratteristiche di avventurismo dei Cinque Stelle i quali intanto si presentavano come governabili. Se si farà la maggioranza con Di Maio o anche la Superammucchiata “di scopo” questa sarà la spiegazione del loro gioco, forse è un'altra, ma una cosa è sicura: i pupari la conoscono già.

Per capire di che parlo
Sì lo so, adesso balzerete in piedi a dire che non è così, che questi navigano a vista, che il sistema non è infallibile eccetera eccetera. Spiacente, non sono d'accordo. E non per dietrologia ma per constatazioni concrete. Tanto per dirvi di cosa parlo, quasi vent'anni orsono, quando nel Front National fu consumata la frattura tra Le Pen e Mégret con relativa scissione, non erano passati neanche tre giorni che il quotidiano Libération se ne uscì con uno speciale di una pagina che prevedeva come tra i due contendenti si sarebbe suddiviso il voto, sia geograficamente che per fasce sociali. Cinque mesi più tardi, alle elezioni europee, confrontai i dati previsti con i risultati ottenuti. Libé non aveva sbagliato niente! Ma proprio niente! Superuomini? Indovini? Macché, possedevano solo il quadro chiaro e un metodo scientifico di analisi. E parliamo di un quotidiano, non dei poteri forti che sono molto più forniti e sofisticati. François Mitterrand, Presidente della Repubblica Francese, aveva spiegato chiaramente solo qualche anno prima che la democrazia altro non era se non la facciata dietro la quale i destini nazionali venivano decisi da ottanta persone. Noi ci agitiamo e ci entusiasmiamo nelle campagne elettorali (correggo, voi, io no...) ma i margini di gioco sono minimi. Come ho documentato ieri, il bacino elettorale dell'estrema destra fluttua tra il 1,3% e l' 1,8% ma solo perché sono le astensioni a modificare le percentuali.
I kingmakers sanno precisamente quante piccole percentuali siano in reale movimento e sanno indirizzarle perfettamente. Non c'è praticamente margine d'errore e, quello che c'è, viene corretto durante lo spoglio. Alla kermesse elettorale si può partecipare con trombe e gagliardetti solo con questa consapevolezza e provando a centrare dei risultati collaterali e qualche entrata economica.

Come funziona
Sì lo so verrete a dirmi: ma il Front National, ma i Cinque Stelle? Quelli che credono nella democrazia, cioè che la gente voti e decida senza essere in trance, non si sa come, ma sono sicuri che al tempo stesso ci sia un cospiratore malvagio e incappucciato che fa e disfa le cose così come gli garba ipnotizzando, ricattando, comprando e minacciando tutti (schizofrenia delle destre estreme..) Così passano disinvoltamente dalla fiducia nelle urne al complotto che spiega tutto con un'incoerenza del pensiero davvero strabiliante. Chi ha invece presenti le gerarchie e le meccaniche sa bene che il Potere prevede, interpreta, coglie, determina, incasella ma non crea a capriccio.
Intendo dire che conosce in anticipo le manifestazioni di disagio e prepara coloro che le indirizzeranno interpretandole esattamente come esso vuole, un volere che risponde alle leggi di dominio oligarchico perfettamente descritte, sempre vent'anni fa, da Eric Werner. Così i Cinque Stelle vengono oggi afferrati per andare a incidere sulla debolezza internazionale italiana e al tempo stesso sulla difesa del parassitismo economico e sociale. Li hanno creati a tavolino? Non proprio, così come non hanno assegnato a Grillo il compito di concepirli, lo hanno riconosciuto e visto che non avevano nulla da temere lo hanno potenziato e ora lo posseggono. Non si è necessariamente posseduti, è possibile svolgere un'opposizione autonoma ma circoscritta come Jean-Marie Le Pen o Alba Dorata. Oppure si può contrarre il morbo della democrite e slanciarsi da autentici deficienti alla conquista dell'Eliseo come Marine, che è stata usata come un pupazzo per consentire di realizzare la ristrutturazione dell'oligarchia nei tempi rapidi che le condizioni richiedevano e poi, esaurito il compito, è stata cestinata, completamente svuotata di credibilità e di energie.

C'è una scuola
Allora tutto è inutile? Niente affatto: esiste una scuola di pensiero e di metodo che data di oltre un secolo ed è quella da cui siamo stati originati anche se l'abbiamo dimenticata, che c'insegna tanto l'inganno elettoralistico quanto il fatto che la storia la fanno sempre e solo le minoranze. Se a questo si aggiunge la scissione nell'unità che ha fotografato Lenin, allora si capisce che contano la formazione delle élites (sociali, economiche, culturali ed esistenziali, non della propria tribu), l'acquisizione di poteri ed influenze (lobbismo) e l'organizzazione sociale nella trasparenza, per far leva degli uni sull'altra e viceversa. Una campagna elettorale ha quindi senso se persegue ben altri obiettivi che non la scalata dal basso per la conquista democratica del potere, e da parte di chi poi? Di dilettanti armati di buona volontà? Chi creda che questa sia la strada è fuori dal mondo e dalla realtà. In ritardo rispetto ai democristiani e ai comunisti se ne sono accorti  persino i postmissini che si sono fatti eleggere spalmati nella trasversalità. Questo è da tener presente quando l'obiettivo risiede nel venire eletti.

Non c'è niente di cui lamentarsi
Se l'obiettivo è un altro, ed è quello descritto, ce n'è da fare eccome! Un dato su tutti: CasaPound nel Lazio ha fatto flop dal punto di vista dell'entrata in Regione ma l'hanno votata pur sempre sedici cittadini su mille. E per altre formazioni che in Lombardia o in Veneto hanno operato una scelta di scuderia elettorale differente le cose stanno tanto diversamente? Non direi. Ce n'è allora di materia per rimboccarsi le maniche! Purché si abbandonino il pregiudizio democratico e la pretesa di scalare un cielo che non c'è per conquistare un potere che risiede altrove, peraltro procedendo senza mezzi, chiarezza e strategia.
Siamo in post-democrazia (e io dico per fortuna!) e se ne sono accorti tutti. Vogliamo accorgercene anche noi o vogliamo continuare a inseguire questa cultura nemica facendone un ideale e una bandiera?
Basta davvero poco per sterzare e capitalizzare il potenziale prodotto, invece di sprecarlo inseguendo chimere che dovrebbero appartenere a ben altra gente.
Mi chiedete come? L'ho scritto più su: rileggere prego e, se non vi sembrerà chiaro, fate uno sforzo su di voi, perché chi non si sveglia e non esce dal Pavlov che lo possiede non sarà svegliato mai da nessuno.
Chi invece si sveglia si accorgerà che le cose stanno andando benissimo, tanto più nello sfacelo.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 07 Marzo 2018 12:25
 

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