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E se i Cinque Stelle stessero spazzando via tutto? PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 23 Marzo 2018 01:49


Al limite anche se stessi che sono utili insetti

Comprendo la suspense riguardo chi presidierà la Camera e metterà così fine alla sua carriera politica e chi il Senato. Questioni essenziali!
E come siamo belli, come ci piacciamo durante la ricreazione! Siamo diventati tutti politologi e argomentiamo su quale strana maggioranza composita sosterrà il futuro governo, e sappiamo pure quanto questo durerà. Ma che pensiamo dei Cinque Stelle, croce e delizia dell'italietta precaria e ignorante? Siamo così sicuri che siano il puro e semplice effetto della nausea del malgoverno? Che siano una meteora destinata ad essere rimpiazzata domani da qualcosa di più credibile? Siamo così certi che i congiuntivi di Di Maio, le grezze della Raggi e dall'Appendino, attestino dei limiti incapacitanti per questo soggetto sui generis?

Il perfetto ermafrodita
I Cinque Stelle sono l'effetto di un matrimonio riuscito tra il più grezzo, forcaiolo e abbassante sentimento plebeo e la centralità democratica. Hanno ereditato lo spirito bolscevico e lo hanno trasfuso nella mentalità democristiana introiettando l'anima del Compromesso Storico. Lo fanno con toni tribunizi, un po' populisti un po' pannelliani, lo fanno da comici, assolutamente privi d'ironia, altrimenti non potrebbero per la natura dell'anima.
Tutta la struttura ipnotica che faceva capo a Casaleggio li domina e li condiziona, assecondando le loro aspirazioni individuali da ultimo uomo zarathustriano e le orgie di sudore psichico collettivo tipiche della peggior sinistra post-moderna.
Non li guida nessuno: né Di Maio né lo stesso Grillo. Li comanda una sorta di Ente immanente e superiore che può essere identificato nella macchina di Casaleggio, ma sarebbe comunque riduttivo.

Mediocri loro ma non l'intelligenza che li sovrasta
Essi sono sprovveduti ma l'Ente che li guida non lo è. Non soltanto è in grado di captare tutte le frequenze per raccogliere il consenso e di assecondare le debolezze dei piccoli invidiosi che sbandierano la “virtù che rimpicciolisce”, facendoli suoi schiavi, ma è in condizione di rapportarsi senza problemi con chicchessia: la City, gli Usa, Bruxelles. Non ha un'identità fisica o geografica né un'anima personalizzata. E sa cogliere in anticipo, come se fosse provvisto di antenne, quello che a noi tutti, e più ancora alle forze politiche, per il momento sfugge. Eccolo allora riunire attorno a tavoli ingegneri, informatici, medici, per interrogarsi – tecnicamente, solo tecnicamente – sull'evoluzione a passi velocissimi verso l'era post-umana di cui siamo future vittime; e in ogni caso  verso l'era del post-lavoro che sembra davvero imminente. Così, tra le altre appropriazioni in forma distorta ma efficacissima lo scopriamo anche ricorrere a una specie di consulenza corporativa per l'edificazione del formicaio prossimo venturo.
Ha anche le soluzioni. Il reddito di cittadinanza è previsto per l'era del post-lavoro perché oltre alla casta dirigente e agli eserciti di robot ci dovranno essere gli operai specializzati (ingegneri) e i consumatori assistiti. Ma non potranno essere poi così tanti. Anche qui ha la soluzione, o almeno l'aveva Casaleggio: ridurre l'umanità a un miliardo di individui. Come? Meglio non chiedercelo, noi ne resteremmo sconvolti, l'Ente no perché tecnicamente non fa una grinza e perché metafisicamente Esso è altro da noi.

Avanguardie di un Grande Fratello
Aggiungo che Casaleggio era molto in linea con Attali, l'uomo che ha prodotto Macron. Possiamo allora azzardare che in Italia l'evoluzione guidata da quell'Ente psichico si è sviluppata all'italiana, favorendo l'anarchia apparente e il fastidio istituzionale, in Francia lo ha fatto sposando la profonda indole monarchica dei transalpini. Due forme di Rinnovato Grande Fratello tra i due versanti delle Alpi che rischiano di preparare il futuro. En passant: anche per Attali la soluzione è la riduzione drastica dell'umanità....
Forse c'è qualcosa per cui inquietarci ed è il caso che s'inizino a dare risposte prima che siano date per noi e che siano senz'appello.                         
Capite perché siamo indietro anni-luce, con le nostre diatribe sulla geopolitica, con le nostre sfide da ideologizzati del post-ideologico, con le nostre fissazioni monetarie e con il tifo per partiti che durano lo spazio di un mattino? Il più vecchio partito italiano, la Lega, è alla sua terza denominazione e al suo terzo corso. Scompaiono tutti, è normale, e potrebbero anche sparire i Cinque Stelle in quanto tali, metamorfizzati in partogenesi, perché non contano loro ma Ciò a cui appartengono.
Entusiasmatevi pure su quale formica presiederà la Camera, il problema è il Formicaio che sta prendendo forma, e non è solo una questione strettamente politica.
Sarebbe ora di cominciare a riflettere sull'era che sta nascendo se vogliamo che non sia popolata soltanto da zombies. Ce la possiamo fare, e comunque è dovere provarci seriamente.

 

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