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Un trionfo di buchi neri PDF Stampa E-mail
Scritto da repubblica.it   
Martedì 10 Aprile 2018 00:05


In agguato nella nostra Galassia

C'è un affollamento di buchi neri al centro della nostra e delle altre galassie, attorno al gigante supermassicio che può 'pesare' quanto milioni di Soli. Quello dentro il cuore della Via Lattea è dunque in ottima compagnia. Migliaia, forse 10.000 altri buchi neri più piccoli potrebbero starsene lì, nascosti alla nostra vista.
I ricercatori della Columbia University ne hanno trovati 12 nella la zona attorno a Sagittarius A, il buco nero gigante al centro della nostra galassia. La loro 'firma' era nascosta negli archivi delle osservazioni del telescopio spaziale Chandra della Nasa. Il team internazionale guidato dal professor, Charles "Chuck" Hailey, co-direttore del Columbia Astrophysics Lab, ha scandagliato i dati per scoprire ciò che da tempo si teorizzava ma nessuno aveva ancora provato: la presenza di buchi neri più piccoli che orbitano attorno a quelli supermassicci.
"La Via Lattea è, in un certo senso, l'unico laboratorio a nostra disposizione per studiare questo fenomeno - spiega il professor Hailey, prima firma dello studio pubblicato su Nature  - perché non riusciamo a osservare le loro interazioni all'interno di altre galassie". Troppo lontane per poter individuare i deboli segnali da fonti che, per loro caratteristica, intrappolano anche la luce.
·SEGNALI DAI BUCHI NERI
Ma allora com'è possibile stanarli? Sappiamo che ci sono solo quando si trovano in compagnia di un'altra stella. Quando un astro si avvicina a un buco nero, questo comincia a cannibalizzarla con la sua immensa forza gravitazionale, attirando e divorando materia. Questo processo 'accende' lampi di raggi X, proprio nelle frequenze osservate dal telescopio della Nasa: "Buchi neri isolati sono solo neri, non fanno nulla. Cercare quelli non è un modo furbo per trovarli" continua Hailey. Bisogna quindi cercare coppie attive che emettano radiazioni.
Ma questi lampi sono rari e difficili da osservare, perché anche se si trovano nella nostra galassia, provengono da 25.000 anni luce di distanza. Quelli abbastanza luminosi accadono solo una volta ogni 100 o 1.000 anni. E allora bisogna cercare segnali più deboli e costanti, come quelli emessi da buchi neri accoppiati a stelle non particolarmente massicce. Ne sono saltati fuori una dozzina in uno spazio molto ristretto, a una distanza entro tre anni luce da Sagittarius A.
·UNA CULLA DI STELLE MINACCIOSE
Quella è una zona, spiegano i ricercatori, piena di gas e polveri, nella quale si possono formare stelle molto più grandi del Sole che, al termine della loro vita, collassano e possono diventare buchi neri. Potenzialmente sono migliaia.
La proiezione statistica di quelli trovati, attraverso un'analisi della distribuzione, mostra infatti che potrebbero essercene tra i 300 e i 500 accoppiati a stelle con piccola massa e fino a 10.000 buchi neri isolati. "Questa scoperta è un passo avanti significativo per la ricerca delle onde gravitazionali  - conclude Hailey - perché conoscere il numero di buchi neri nel centro di una galassia ordinaria può aiutare la previsione di quanti eventi di onde gravitazionali possono essere associati. Tutte le informazioni che servono agli astrofisici sono all'interno del centro della galassia".

 

 

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