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Scritto da Kalki Avatara x teseo.altervista.org   
Lunedì 23 Aprile 2018 00:26


Inutile divincolarci da Cambridge Analitycs

Il caso della vendita d’informazioni da parte di Facebook alla Cambridge Analitycs, ha fatto molto discutere ed indignare migliaia di utenti del noto social network, dei quali molti hanno deciso di abbandonarlo per approdare su spiagge di altre realtà virtuali.
Un duro colpo quindi per il gigante dei Social che ha visto perdere 4% il valore delle azioni di Facebook nel premercato al Nasdaq, dopo la notizia che una società che ha lavorato per la campagna elettorale di Donald Trump, Cambridge Analytica, ha avuto accesso ai dati di oltre 50 milioni di utenti di Facebook, senza averne il diritto.Il calo provocherebbe una perdita di 21,5 miliardi di dollari del valore di mercato del social network, rispetto a quello pari a 538 miliardi di dollari della chiusura di venerdì.
Ammesso e concesso che sia vero, ma siamo sicuri che solo Trump ambia usufruito delle preziose informazioni della Cambridge Analitica?
Circa 2 mesi fa si sono svolte le elezioni per la XVII legislatura della Repubblica Italiana, preceduta da una campagna elettorale insipida e piena di retorica, di scambi di accuse e di un inutile tanto quanto grottesco ritorno… dell’ANTIFASCISMO… ma non voglio entrare nel merito… focalizziamoci su altro, cioè sul Movimento 5 Stelle.
Il noto movimento figlio del comico Beppe Grillo e Casaleggio Associati, in poco tempo sfruttando soprattutto il web e social vari, ha accresciuto la sua popolarità, cavalcando il malcontento, l’ignoranza, la frustrazione e la rabbia di milioni d’Italiani, rimbambiti da slogan, Paroloni e… “vaffanculi…”
Ma lasciamo la calda Italia per spostarci nel fredda Russia, dove lo Zar, non che “Duge di tutte l’Eurasie… , amato sia da gran parte della destra radicale e dalla destra moderata ecc ecc, Vladimir Vladimirovic Putin ha ottenuto il dominio assoluto alle ultime elezioni con il ben 76%. Tra brogli e minacce di licenziamenti s’intende.
Restando sempre in Russia, proprio ieri il tribunale di Mosca ha accolto l’istanza di Roscomnadzor, l’authority sulle comunicazioni in Russia, per bloccare temporaneamente Telegram in Russia. Roskomnadzor è stata autorizzata a rendere immediatamente operativa questa misura. Telegram verrà sbloccata solo se fornirà le chiavi di crittografia all’FSB. Secondo i rappresentanti di Roskomnadzor e dei servizi segreti russi hanno riportato che Telegram si sia rifiutata di consegnare le chiavi di crittografia all’FSB, accusandolo di minacciare gli interessi dello Stato e della società. Secondo le autorità della Federazione Russa il sopracitato servizio di messaggistica istantanea poteva essere sfruttato dai terroristi. Certo dai terroristi… o dagli oppositori al regime di Putin&Company?
Ora é interessante analizzare questi tre fatti tenendo a mente questi punti chiave:
I social network e servizi messaggeria istantanea, sono nati come strumenti d’interazione che vengono anche usati per analizzare l’opinione pubblica, indagini e se serve dare la caccia ai dissidenti (quest’ultima più che ovvia stando alla logica delle cose).
Alcuni utenti ne fanno un uso divulgativo di contro informazione, informazione dissidente, informazione politicamente scorretta… chiamatela un po’ come preferite… con ovvie repressioni al seguito, più o meno aspre asseconda delle leggi in vigore di ogni singolo stato a cui si appartiene. In oltre ha contribuito alla nascita e alla crescita dei movimenti sedicenti populisti di dubbia regia, cavalcando proprio il disagio e la frustrazione dell’attuale situazione delle nazioni.
Gran parte di questa controinformazione non é sempre attendibile e veritiera, è spesso imbevuta di cospirazionismo, delirio, disagio sociale, tifo da stadio e tanto altro, stimolando le fantasie dei più ignoranti e disagiati ad avere delle vere e proprie visione mistiche fantoziane. In oltre ha creato uno stato dove l’ego, il narcisismo e l’individualismo hanno proliferato anche nella nostra area, divenuta ciò che il sistema sperava diventasse.
Tutte queste opinioni dovute ad un abuso della “LIBERTÀ DI PAROLA” portano semplicemente caos e disinformazione, soverchiando le gerarchie intellettuali di qualsiasi sponda ideologica, conformi o non conformi che esse siano, tra l’altro creando una certa concorrenza all’informazione di regime, che paradossalmente anche quest’ultima se ne nutre, fenomeno che avviene se non altro per la perdita di credibilità di quest’ultima.
Un altro aspetto molto curioso sono i programmi politici, “stranamente” fatti su misura, quasi ad uso e consumo dell’elettore e campagne elettorali (come su scritto) insipide, pieno di retorica e scambi di accuse, facendo passare in ultimo piano i reali problemi che affliggano la nostra nazione.
Siamo forse controllati o ci facciamo controllare? La risposta dovrebbe essere abbastanza scontata e non ha bisogno di essere pronunciata.

Ultimo aggiornamento Lunedì 23 Aprile 2018 08:22
 

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