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European brotherhood? PDF Stampa E-mail
Scritto da Kalki Avatara x teseo.altervista.org   
Giovedì 10 Maggio 2018 00:21


Ma spesso si dimenticano i fondamentali

É curioso vedere come il senso di fratellanza europea spesso venga messa da parte, a volte per egoismo (in parte anche giustificato) ed altre volte per frustrazione di chi si lascia prendere dall’emozioni, dalla fantasia e… dall’ignoranza.
Dall’inizio della guerra civile ucraina nel 2014, abbiamo assistito ad innumerevoli diatribe all’interno dell’area, tra i sostenitori delle repubbliche novo russe e i sostenitori dell’Ucraina. Da quattro anni ormai assistiamo soprattutto sui social network, agli “scontri” e ai dibattiti sul tema in questione tra questi due “schieramenti”, con poche analisi concrete e troppe fantasie deliranti, che vedono tra l’altro un Putin antisionista in incognito(?), un Putin contro l’immigrazione(?), un Putin anti-americano(?) un Putin socialista(?) a capo di una Russia “Ultimo baluardo” che alla luce dei fatti non si capisce bene di cosa sia a difesa…  sicuramente tutto il contrario di ciò che dice l’immaginario collettivo.                                                                             
Da quattro anni ormai le sanzioni imposte dalla UE alla Russia hanno dato un duro colpo alla nostra economia, ed é giusto da parte nostra sperare nella revoca, noi tutti sappiamo quanto sia importante il partner commerciale russo, poter tornare a commerciare sarebbe un importante boccata di ossigeno per il nostro PIL.
Ma il popolo russo di tutto ciò cosa ne pensa?                                                                                                                         Sicuramente le piccole e medie imprese che avevano interessi commerciali in Italia non sono affatto felici, molte persone hanno incolpato il governo di sostenere una politica estera sbagliata che ha portato non solo all’imposizione di sanzioni, ma, anche alla svalutazione del rublo, al rincaro del “carrello della spesa”, ai tagli della spesa pubblica, al deprezzamento del petrolio che insieme al gas ed altre materie prime, sono la prima fonte di ricchezza del F.R. Tutto ciò ha solo velocizzato la crescita della crisi che già stava attanagliando la Russia.
Cosa sta accadendo veramente tra Ucraina e Russia?
Nella nuova guerra fredda (se così possiamo chiamarla) si combatte a suon di propaganda e notizie più o meno vere e più o meno false, che contribuiscono all’ingigantirsi di una grossa frattura tra il popolo russo e il popolo ucraino, che ha radici risalenti ai primi anni dell’unione Sovietica. Questa situazione inevitabilmente va a colpire anche l’opinione delle aree dissidenti della UE in particolar modo quella della Destra Radicale in cui diversi componenti e membri, per la smania di togliersi da torno il dominio militare Statunitense/NATO (Nulla in contrario) fantasticano e plasmano una figura che direi alquanto mitologica del presidente russo Vladimir Putin, fantasie dovuto soprattutto all’informazione distorta e soprattutto dalla frustrazione di ESSERE il nulla. Questo mix di disagio, ignoranza e amore incondizionato per la figura “Ducesca” (come alcuni addirittura l’hanno definito) del presidente russo (che tutto é tranne l’ombra di un fascista) porta ad un notevole accecamento, con attacchi isterici al seguito, al grido di: “Se non appoggi la Russia, significa che appoggi la NATO…” con il quasi se non totale azzeramento del dialogo, di scambio di ipotesi ed opinioni, tutto nella maniera più scontata… contornato da un quasi totale appiattimento.
In tutta questa confusione ci si dimentica dei nostri affini della destra radicale russa, che subiscono una fortissima repressione. É senz’altro vero che dietro a certi gruppi o movimenti di opposizione potrebbero nascondersi altre figure con intenzioni poco nobili nei confronti del popolo, ovviamente non é una ragione per fare di tutto l’erba un unico fascio.
Come si dovrebbe agire?
– Se lo status quo non va bene, il primo nemico è il governante, gli avversari dello stesso, che rispecchiano gli stessi ed autentici PRINCIPI, VALORI, IDEE e soprattutto una determinata VISIONE DEL MONDO, sono potenziali alleati. Quindi per chiunque voglia aprire a certe collaborazioni e sinergie extraterritoriali, deve almeno entrare in contato di persona con quella precisa realtà, con la massima serenità e tranquillità.
– É importante capire e dialogare con le altre realtà di come l’informazione (ufficiale e non ufficiale), ha portato ad ovest a guardare la figura di Putin come un (preteso) bene in funzione antigoverni occidentali e ad est a guardare alla UE e alla NATO meno peggio di ciò che sono e soprattutto come una liberazione.
– Mettere in risalto ciò che ci lega e costruire su questi rapporti di fratellanza anche dei rapporti concreti e reali, come scambi commerciali e altre iniziative economiche, purché abbiamo un fine comune.
– Tenere su due binari diversi gli interessi dello stato, che sarebbero soddisfatti senza sanzioni alla Russia, il sostegno ai nostri affini russi (russi slavi non mongoli e caucasici) ed ucraini
Noi non siamo ‘stato’ ma siamo ‘camerati’ quindi il sostegno ai simili deve esse prima dell’ interesse dello stato. Che se no che senso ha dire european brotherhood se non sosteniamo nemmeno i nostri simili?
Ricordiamoci chi SIAMO e in cosa CREDIAMO, la nostra visione del mondo è in antitesi a tutto ciò che ci é ostile, senza distinzioni di razze, ideologie e religioni.

 

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