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Il Salvini che non t'aspetti PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Lunedì 14 Maggio 2018 20:13


Una mossa da leader e così positivo per l'Europa

Questa sera Salvini mi è decisamente piaciuto.
Fino ad oggi mi domandavo quale strano grillo per la testa lo avesse infilato in un vicolo cieco. Perché di questo si trattava. Capo della coalizione vittoriosa e premiato da sondaggi in ascesa siderale, anziché puntare alle urne aveva accettato di separarsi de facto dai suoi alleati per andare a costituire il cosiddetto governo del cambiamento. Di che cambiamento poteva mai trattarsi visto che le proposte di Lega e Cinque Stelle sono diversissime, così come lo sono i loro ceti di riferimento e anche le ideologie economiche e culturali? Francamente non si sa; eppure noto una carta eccitazione da adolescenti sessantottini o da lacché di Mani Pulite intorno alla parola cambiamento in quanto tale, anche se è priva di un suo significato proprio.

Nel fare questa scelta, il leader lombardo rischiava grosso.  Anche di non riposizionarsi bene in futuro, dove le posizioni leghiste  sono state prese immediatamente da Fratelli d'Italia e Berlusconi, oltretutto nuovamente eleggibile, ha rilanciato la sua immagine. Un futuro che si delineava, quindi, non più da leader della coalizione ma da alleato minor di Di Maio.
Minor? Sì perché anche se  Salvini ha alle spalle le regioni produttive mentre il Gigione si appoggia sul parassitismo, nel governo bicolore la Lega, presentatasi fuori dalla coalizione di centrodestra, pesa la metà dei Cinque Stelle.
Minor anche perché Mattarella non ha certo fatto mistero della sua predilezione per Di Maio e dei suoi veti su tutti gli sbocchi strategici leghisti.
La prova anche tangibile è stata offerta dall'ordine di ricezione al Quirinale: la Lega fungeva da stampella, da appoggino.
Stasera Salvini spariglia, si riconnette in modo esplicito al centrodestra, batte i pugni sul tavolo e, se anche non farà saltare l'accordo – cosa che io auspico sinceramente – alza la posta e fa pesare il suo apporto.

Notevole quello che Salvini ha detto pubblicamente. Le distanze con i Cinque Stelle ci sono sull'immigrazione, la sicurezza, le infrastrutture e la giustizia: hai detto un prospero!
Quello che più mi è piaciuto è stata la nota sull'Europa. Salvini, che si è lasciato alle spalle le suggestioni disastrose del marinismo gallico, dice in proposito qualcosa di essenziale: ovvero che l'Italia deve assumere un peso a Bruxelles e a Strasburgo (quindi nessuna corbelleria all'Italexit) e che su questo non c'è sintonia con i Cinque Stelle. I quali sono notoriamente ultratlantisti e a Bruxelles ci vogliono evidentemente andare per sabotare l'Europa e l'emancipazione dai padroni di sempre. D'altronde sono loro a sedere con la gente di Ukip, il che basta e avanza per cancellarli da qualsiasi panorama.
En passant, molti nella cd area su questo sono più vicini ai Cinque Stelle che alla Lega e su questa sana affermazione salviniana salteranno in piedi inorriditi. Cosa ci vuoi fare? Ormai li disegnano così, non è colpa loro.
Ma quel che conta non è l'area dei social ormai improntata sui social e sempre più priva di cultura politica, sono l'Italia e l'Europa (assolutamente inscindibili l'una dall'altra) pertanto questa presa di posizione di Salvini va salutata con soddisfazione.

 

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