Il semplicismo populista e la moneta Stampa
Scritto da Giacomo Petrella x europanazione.wordpress.com   
Mercoledì 23 Maggio 2018 00:56


Dove e come qualche buon prponimento può trasformarsi in disastro

 

Uno dei punti essenziali del dibattito sul sovranismo è quello della moneta e del debito. Chiariamo in anticipo: chi scrive ritiene che la leva monetaria sia essenziale nelle dinamiche di aggiustamento economico. Il sovranismo italiano, tuttavia, ha semplificato quanto avvenuto dalla nascita dell’euro in poi innescando un pericoloso meccanismo, tipico italiano, di autoassoluzione e di rinuncia provinciale.
In sintesi la semplificazione sovranista: dopo un complotto mondiale l’Italia ha perso la dimensione pubblica della moneta; il debito pubblico non esiste perchè viene ripagato dai cittadini che sono lo Stato; se esiste esso esiste nei termini di debito da interessi verso enti privati; l’Euro, moneta privata è il meccanismo di tale truffa; l’austerity è il metodo attraverso cui paghiamo questo debito inesistente; se stampassimo moneta pubblica risolveremmo tutti i problemi.
Ora, alcune di queste osservazioni o parti di esse possono risultare vere. La maggioranza no. Nel suo insieme la semplificazione sovranista sul tema risulta un vero e proprio disastro. Chiunque abbia studiato un minimo di economia lo sa. Cerchiamo di spiegare.

1) Nemmeno ai tempi di Re ed Imperatori si poteva creare moneta a piacimento. Essa rispecchiava sempre la ricchezza di una comunità e le scelte politiche della propria classe dirigente in termini inflativi o deflativi.

2) La moneta, dunque, è da considerarsi pubblica solo come regolatore delle dinamiche politiche-economiche di una comunità e non come elemento creatore di ricchezza in sé. Tale inganno deriva dalla moderna concezione della moneta fiat che pare essere agli occhi di un profano di matrice illimitata (stampiamo).

3) In realtà anche la moneta fiat delle banche centrali rispecchia le scelte inflattive o deflative, debitorie o creditorie, di una classe dirigente. Come in molti sanno, gli Stati vendono debito pubblico a fronte di un’emissione bancaria di liquidità. Tale immissione contribuisce a determinare il tasso d’interesse dell’economia di riferimento.

4) Perché gli Stati si indebitano? E’ molto semplice e non c’entrano i complotti: gli Stati liberal-democratici spendono più di quanto incassano. Tutti facciamo finta di nulla, e tutti contribuiamo a vivere in questa enorme bolla debitoria. Il capitalismo e la democrazia (che sono la stessa identica cosa) funzionano a debito poichè i costi sociali per aggiustare il capitalismo superano qualsiasi livello accettabile di pressione fiscale.

5) Il trucco, o la truffa, sta quindi nella gestione di questo debito. Tutte le banche centrali stampano in senso inflattivo. Le politiche di austerity dunque sono necessarie alle attuali classi dirigente liberali e democratiche per mantenere la stabilità dei prezzi. L’infinita quantità di moneta prodotta senza reale ricchezza di riferimento serve quindi a mantenere intatto il ciclo debitorio di produzione e consumo. Non è un caso che tale aggiustamento sia indirizzato oggi, non alla crescita, ma a a forme reddituali di cittadinanza. La democrazia finanzia il consumo di ogni cittadino.

6) L’austerity come iniezione anti-inflativa è quindi indirizzata a colpire ogni settore della Cosa Pubblica affinché essa venga inglobata nella logica capitalistica e democratica del ciclo debitorio. E qui casca l’asino sovranista. Soprattutto in Italia. Poichè, per decenni, avendo ad esempio più Forestali del Canada, il ns paese ha anticipato politiche reddituali di cittadinanza separate dalla effettiva produzione di ricchezza. L’Italia, insomma, è fra le nazioni occidentali che più di altre hanno implementato il metodo democratico e da più tempo.

RIPRENDERSI LA SOVRANITÀ

Uscire dalla semplificazione sovranista significa dunque capire questo: si può e si deve spostare nuovamente la capacità di fare deficit non verso il consumo ma verso la produzione, non verso il sostegno alla domanda, ma creando offerta, soprattutto in termini di Cosa Pubblica; questo però significa rivedere la spesa, riorganizzare la società, in senso non democratico, tagliare per un verso e spenderne in un altro. Tutto questo è fattibile se si è coscienti che ogni iniezione di liquidità nella Cosa Pubblica, in ogni epoca, ed in ogni area geopolitica, equivale alla ricerca di una dimensione imperiale attraverso cui ripianare le spese effettuate. Cosi si è sempre fatto. Così fanno gli Usa, così fanno Cina e Russia. Così dovrebbe fare l’Italia all’interno della più adeguata dimensione Europea.
Tornare a stampare per svalutare, per mantenere frotte di voti, di masse consumistiche improduttive, significa fare cattivo debito; significa continuare a mettere il proprio Paese nelle mani dei gestori della democrazia globale, e significa farlo oggi nel 2018, con il materiale umano figlio di 70 anni di democrazia e comunismo. Insomma, Lega e 5Stelle possono partire sovranisti e finire venezuelani nel giro di pochi anni.





Ultimo aggiornamento Lunedì 21 Maggio 2018 14:41