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Mussolini il tecnocrate PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacomo Petrella x europanazione.wordpress.com   
Giovedì 31 Maggio 2018 01:47


I populisti di oggi, poverini, lo insulterebbero

Il titolo è volutamente polemico. Serve quanto dovrebbe servire un bel gancio al fegato. Gira nell’aria questo fascismo tutto inventato, molto Wasp, un fascismo legaiolo, populista, savonese. Un fascismo antifascista. Un’ipocrita macchinazione per rendere l’Italia ancor più irresponsabile, debosciata, senza spina dorsale. Un’Italia anti-europea. Un’Italia degna della peggiore democrazia del sud-America.
Mentre Mattarella usa la forza contro il popolino, gira una strana assonanza per immagini olografiche: Salvini e Savona che bruciano il debito pubblico come il Duce nel 1928. Ecco la trappola “sovranista”, delle idiozie anglofone di Claudio Borghi: cancelliamo con un tratto di penna, un cenno di spada, il giogo tecnocratico. Lo fece Mussolini no?
No. Non lo fece. Il Duce, padre della Patria, fece altro: prese un paese con il carisma e la forza e non con biechi giochi elettorali governati da potenze straniere. Prese un paese il cui debito pubblico aumentava di anno in anno, preda della speculazione britannica e lo risollevò nel giro di 4 anni. Meno di una legislatura democratica.
Consolidamento del debito, taglio della spesa pubblica, deflazione, austerity salariale, aggancio Lira/Sterlina a Quota ’90, (significa rivalutazione della moneta). Dal 24 al 28, il Duce arrivò al pareggio di bilancio, rendendo l’Italia un paese sano, forte, pronto a trasformare i sacrifici fatti dalla classe lavoratrice in spinta produttiva e di conquista. Gli Inglesi non glielo avrebbero mai perdonato.
Solo conoscendo storia ed economia, l’immagine del Duce che brucia le carte del debito all’altare della Patria prende una forma reale, di chiarezza olimpica, di volontà fascista: si rende onore ad un sacrificio, ad un gesto sacro, romanamente fas, giusto. Si celebra una conquista. Nel nome della libertà dell’Italia. Oggi, tutto questo, viene esattamente ribaltato: ridotto a gesto di arroganza, di capriccio, di ignoranza elevata a religione superstiziosa. Ad antifascismo.
Lunga vita al Duce, governante che oggi sarebbe definito tecnocrate dei mercati…

 

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