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Se Trump dice Da PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Sabato 09 Giugno 2018 09:50


G8, Russia, Francia, Germania e Usa

 

Trump spariglia chiedendo la Russia nel G8? Chi non conosce bene la storia o chi non ha presenti i meccanismi che regolano i rapporti imperialistici non ci starà capendo più niente. In realtà le cose sono semplici.
Perché, vi chiederete, Trump, minacciato d'impeachement per il Russiagate si è esposto così?
Per continuare la sua guerra alla Germania e per rispettare il compito strategico del centro di politica che decide gli affari del mondo (Cfr si chiama) e che ha come priorità l'impedire la formazione di un asse russotedesco.

Perché alora la Merkel s'ostina a difendere le sanzioni alla Russia? Non di certo per servilismo nei confronti degli americani come si diceva qualche tempo fa: proprio ieri la dimostrazione del contrario. Per russofobia? Niente affatto, visto che i tedeschi e i russi aggirano le sanzioni e cooperano attivamente su più campi, in particolare sul North Stream. Vi sarà forse sfuggito  che la pacificazione a est, dopo il rilancio del partito di Yalta, la si dovette allo sforzo congiunto francotedesco, ma più specificatamente tedesco, che condusse agli accordi di Minsk.
Per evitare che l'intero arcipelago di ex sudditi sovietici finisse nelle mani dei falchi, allora la Germania alzò la voce ma abbassò i toni e contenne i danni. Oggi, dopo l'uscita di Conte e la logica risposta di Merkel e Macron, intesa a salvaguaradre gli equilibri e a evitare che l'est diventi nuovamente una polveriera, Trump si presenta a gamba tesa per provare a chiudere la morsa con l'avvento di un partito americano sia a sud che ad est. Normalissima politica che, in fin dei conti, punta a fottere non solo Berlino ma anche Mosca.

Non credo che in Germania abbia pesato un altro ragionamento che sarebbe fondatissimo. Le sanzioni alla Russia sono state le risposte per un'azione in Crimea che è la ripetizione di quella tedesca a Danzica. Perché – si domanderanno i tedeschi – quando ci muoviamo noi ci dichiarano la guerra mondiale e quando lo fanno gli altri si mettono in discussione perfino le sanzioni?
Tuttavia non credo che questo ragionamento abbia influito nelle scelte che, ancora una volta, contrappongono la logica di Yalta a quella dell'asse Parigi-Berlino-Mosca.
In quanto alla Russia nel G8, fermo restando che si tratta comunque di un vertice capital/imperialista e che non si dovrebbe mai dimentaicare di cosa si parla, sarebbe di per sé positivo.  E questa è un'altra storia.



Ultimo aggiornamento Sabato 09 Giugno 2018 13:47
 

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