Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Dicembre 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
       1  2
  3  4  5  6  7  8  9
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31      

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
Se i giornali parlano di Asse PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 13 Giugno 2018 12:58


Salvini, l'Italia, la Germania, l'Europa: qualcosa si muove

La forte presa di posizione di Salvini ha effetti domino che si rivelano interessanti e vanno analizzati più da vicino.

CHIUSURA DEI PORTI
La posizione dura assunta oggi dall'Italia ha prodotto una convergenza da parte di Visegrad e della Germania. Proprio la Germania che, essendo alla guida d'Europa e dovendo rispondere a più opinioni pubbliche contemporaneamente, non facilitata di certo in ciò dalla composizione governativa della Grosse Koalition, parla con ben altri toni ma nel concreto dice le stesse nostre cose da almeno un anno, ispirata dall'equivalente tedesco di Confindustria.
I giornali parlano addirittura di un asse tra Italia e Germania. Purtroppo nello specifico non possiamo sperare di essere raggiunti dal Giappone...
Sono  comunque affermazioni esagerate, ma che ci fossero convergenze d'interesse maggiori tra Roma e Berlino che non tra Roma e Parigi – come invece spera Trump – lo avevamo detto subito.
Soltanto in un concerto a tre la coabitazione è possibile, altrimenti la posta sul Mediterraneo e verso l'Africa ci manterrà immancabilmente in linea di collisione con i francesi (e in parte con gli spagnoli).
Nell'attesa di una soluzione di ampio respiro è bene che l'Italia stia riprendendo un ruolo centrale e positivo verso sud.

DUE VIE PER LA GOVERNANCE DEI FLUSSI
Oggi siamo al caos, tutti contro tutti, ma il fenomeno va regolamentato. Su questo abbiamo due scuole di pensiero, quella austrotedesca che vuole la difesa europea delle frontiere, e quindi una politica europea in Africa, e quella degli atlantisti, tra i quali la nostra ministro della Difesa Trenta, che, pur di sventare la ripresa europea pretendono di affidare quest'incombenza alla Nato che non c'entra affatto ma che, nella persona del suo Segretario Rasmussen, si è dichiarata disposta a un'ulteriore ingerenza. Gli Usa farebbero di tutto per cacciarci dall'Africa e dal Vicino Oriente.
A sentire le dichiarazioni di Salvini si può essere ottimisti, sembra orientato alla scelta migliore, ovvero a quella europea e non a quella atlantica.

L'IMMIGRAZIONE
Sconfiggere il business dell'immigrazione – un plauso a Salvini che attacca le Ong e le associazioni che in Italia s'ingrassano letteralmente come non in nessun altro luogo – e regolamentare i flussi non significa frenarli.
La nostra morte demografica, la carenza di forza-lavoro, i costi del lavoro e la demografia africana sono implacabili. Chiudere i porti all'immigrazione clandestina è bene, ma chi sia andato qualche giorno in Belgio si rende conto di come l'immigrazione regolamentata abbia gli stessi effetti.
Se ne può uscire solo con una forte politica delle nascite e con lo sviluppo di comparti economici realizzati proprio in Africa, che ridurrebbe le importazioni di mano d'opera (una sorta di delocalizzazione all'inverso) creando le condizioni per uno stile di vita che comporterebbe la rapida riduzione delle nascite, offrendo in ultima analisi all'Europa – e all'Italia al suo cuore – un ruolo strategico nello scacchiere.
Anche su questo, almeno dalle dichiarazioni, Salvini sembra ben orientato.

UN RUOLO IN EUROPA
Il nuovo governo pretende ridiscutere molte cose in Europa. Perfetto, dipende da quali e dal perché.
Le ultime vicissitudini lasciano ben sperare che i deliri astiosi di gente come Paolo Savona (che pure sembra fare retromarcia) vengano abbandonati.
È vero che la Germania detta legge, ma è pur vero che questo non dipende da una sua imposizione manu militari o per grazia ricevuta. Una nazione smembrata, divisa in due, minacciata di sterilizzazione, colpevolizzata e calpestata, in meno di mezzo secolo è riuscita, da sola, a riunificarsi, a far crollare il sistema comunista ad est e a diventare la potenza economica e politica che si è posta alla testa del processo europeo. Noi siamo rimasti a guardare e abbiamo abbandonato tutti i tavoli. Chi abbia seguito da presso – come è accaduto a me – la vicenda dell'agenzia europea del farmaco non può che indignarsi e vomitare per il comportamento italiano. Nessun Paese del Quinto Mondo, se esiste, si sarebbe comportato con tale assenteismo borioso né avrebbe poi riversato le colpe delle sue diserzioni sugli altri con un vittimismo penoso e straccione. E non è che un esempio.
“Da oggi cambierà il ruolo dell'Italia in Europa” dice il Governo: speriamo perché fino ad ora Roma non ha mai voluto svolgerne nessuno. Tranne quello di riempire il ventre d'immigrati irregolari al fine di ottenere sconti europei in cambio.

FARSI RISPETTARE
È prematura qualsiasi conclusione su come proseguiranno i lavori di un cantiere aperto.
Sappiamo che c'è un disegno angloamericano per acuire ogni contrasto interno all'Europa quando questa – in emancipazione dal dominio atlantico – sta progettando l'unione finanziaria, militare e strategica e perfino una politica eurafricana.
Dall'altro capo troviamo invece un potenziamento europeo che non può fare a meno di un accordo tra Germania e Italia (se questa si degnerà infine di affacciarsi alla storia!)
Farsi rispettare è bene, ma per farsi rispettare bisogna meritarsi il rispetto; alzare i toni isterici contro coloro che fanno e verso sui si nutre una rancorosa invidia è tutt'altro discorso.
In Italia non si stilavano piani industriali da oltre cinquant'anni.
Con Industria 4.0 in Italia si è iniziato, ma Confindustria lamenta la mancanza di 280.000 tecnici specializzati. La formazione negli istituti tecnici superiori ne ha prodotti 8.000 lo scorso anno, ma, ci segnala il Sole 24ore, la Germania nello stesso tempo ne diplomava quasi un milione.
Anche questo è un complotto? O è la prova lampante che noi proprio non ci siamo?
Facciamoci dunque rispettare, rivoluzionando innanzitutto qui!
Le premesse ci sono tutte, vedremo a breve.

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.