Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Luglio 2018  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
La festa dei padri PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlomanno Adinolfi x ilprimatonazionale.it   
Venerdì 22 Giugno 2018 01:11


e della Comunità

 

Il Solstizio d’Estate è la seconda grande Porta dell’Anno, uno dei due momenti cosmici in cui la Terra si allinea con l’asse maggiore dell’ellissi di rivoluzione solare e in cui il Sole nel suo moto apparente sembra fermarsi (solsistere, il sole che si ferma) e invertire il suo percorso. Il solstizio estivo è l’esatto duale di quello invernale: mentre a dicembre si raggiunge il punto più “basso” della luce, con la notte più lunga che finalmente cede il passo alla nuova alba, a giugno si raggiunge invece il picco solare, si ha il giorno più lungo con la notte più corta e la massima manifestazione luminosa che apre la strada al picco energetico del Sol Leone d’agosto.

Mentre la porta invernale apriva la strada al Devayana, la via ascendente degli Dei, la porta estiva apre invece al Pitriyana, la discendente via dei Padri. Ma questo percorso “discendente” non va inteso solo in senso luttuoso come morte progressiva della luce – nel Nord in questo giorno non a caso si celebrava la morte del dio Baldr e la sua discesa nello Hel in attesa del suo ritorno dopo il Ragnarok – ma nasconde in sé un senso attivo di affermazione. Se la “salita” del solstizio di inverno era un percorso di ascesi spirituale attraverso le anguste strettoie delle tenebre, la “discesa” è invece l’affermazione sul mondo della manifestazione per mezzo delle forze luminose, in un percorso armonioso e ritmico che necessita di entrambe le fasi per essere vero e completo.

Giugno e i giorni intorno al solstizio sono anche il periodo dei grandi temporali estivi e dei fulmini che si abbattono sulla terra e secondo tutte le tradizioni indoeuropee il fulmine altro non è che l’arma del dio uranico che afferma la potenza celeste sui nemici della Luce.
Non a caso a Roma in questo periodo c’è una successione di feste dedicate a Giove proprio nel suo aspetto affermativo, folgorante e vittorioso: dalla festa a Giove Invitto – Giove che dona la Vittoria – del 13 giugno alla festa a Giove Summano – il folgoratore notturno – del 20 giugno a Giove Statore – colui che impedisce la fuga e dona la vittoria a Roma – del 27 giugno fino a giungere alla data della morte e ascesi di Romolo, portato in cielo proprio da una folgore di Giove, il 5 luglio. Anche in Grecia si avevano proprio in prossimità del solstizio due importanti feste in onore di Zeus: le Disoteria, in onore appunto a Zeus Salvatore (sotèr) e le Boufonia, in cui proprio a Zeus veniva sacrificato un bue che veniva ucciso con un colpo d’ascia. Ascia che forse è un retaggio ancestrale dei tempi arcaici in cui gli Arii giunsero con i carri da guerra armati proprio con asce che divennero simbolo della potenza folgorante dei loro dei, soprattutto nella loro forma bipenne.

Questo aspetto di affermazione della festa solstiziale spiega anche il perché della “via dei Padri”. La via dell’affermazione luminosa non è un percorso individuale, di raccolta spirituale e di affinamento della Volontà come poteva essere nel periodo invernale. L’affermazione non è una vittoria individuale ma è quella di una intera civiltà, di una visione del mondo, di una via che affonda le sue radici nell’azione degli antenati e, appunto, dei Padri. Solo chi ha una identità ben radicata nella propria comunità, nella propria stirpe e nella propria civiltà può affermare la Vittoria della Luce nel mondo della manifestazione e coglierne pienamente i frutti che in questo periodo nascono abbondantemente e vengono messi a disposizione dalla dea Fors Fortuna, festeggiata il 24 giugno proprio a ridosso del solstizio, la cui cornucopia è pronta a dispensare doni a chiunque sia in grado di affermarsi hic et nunc.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Giugno 2018 09:15
 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.