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Del sovranismo europeo PDF Stampa E-mail
Scritto da Carlo Bonney   
Lunedì 25 Giugno 2018 10:05


Perché le vittorie non siano effimere

 

Gli avvenimenti di questi giorni con al centro del dibattito la questione del Vertice europeo sull’immigrazione, impongono ancora una volta di ribadire alcuni concetti fondamentali.

Appare evidente a tutti, che a parte le posizioni più o meno sensate sulla delicata questione, tra cui spicca quella italiana, la debolezza dell’Europa è dovuta alla sua strutturale incapacità di andare oltre le vetuste logiche nazionali, che appaiono sempre più logore e politicamente velleitarie.
Le anacronistiche contrapposizioni tra Stati appartengono al giurassico della Storia e non fanno altro che alimentare le strumentalizzazioni delle lobby e delle potenze extraeuropee.

Non è ammissibile nell’epoca attuale continuare ad avere un’Europa zoppa sul piano politico, mutevole nella sua governance , a seconda delle democratiche elezioni che spostano Governi da destra a sinistra , e viceversa, che cambiano posizione sulla questione immigrazione, a seconda del colore politico à la carte del giorno.
Qui non si tratta più di appoggiare Governi più o meno “sovranisti” o di osteggiare Governi cd mondialisti: come si è visto in Spagna basta un cambio di maggioranza improvviso ed il Governo muta rotta in un secondo.

Il cd populismo, pur avendo caratteristiche e dinamiche positive, è a tutt’oggi incapace di proporsi sulla scena europea come progetto autonomo, forte, condiviso e dotato di una Direzione univoca, frastagliato com’è da piccoli nazionalismi retro’e d incapaci di una visione d’insieme.
Mettiamoci bene in testa che serve una brusca accelerazione verso l’Europa politica , confederale, che abbia in comune la difesa delle frontiere, la politica estera, l’esercito, la voce in comune nel WTO, nell’uscita dalla Nato senza per questo aderire a nuovi ventilati“patti di Varsavia”….

Senza una prospettiva continentale, il populismo resterà un’aquila acefala, alla mercé della Direzione che imprimerà inevitabilmente chi, dal di fuori, russo, cinese o americano, avrà più cervello e realismo.
Noi, come europei, dobbiamo procedere da soli, con una sola voce forte e potente. L’unico modo per ridiventare protagonisti della nostra Storia millenaria.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 25 Giugno 2018 10:10
 

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