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Il bue e le corna dell'asino PDF Stampa E-mail
Scritto da Adriano Segatori   
Mercoledì 01 Agosto 2018 00:26


Satana e satanismo o dei demoni di Dostoevskij

Un rischio annunciato, che oggi si concretizza nella normale quotidianità. Dostoevskij, ne I demoni, fa scrivere a Scigaliov nel suo diario: “Ogni membro della società vigila sull’altro ed è tenuto a denunciarlo. Tutti sono schiavi, e nella schiavitù sono uguali. Per prima cosa si abbassa il livello dell’istruzione, delle scienze e degli ingegni… non occorrono persone con doti superiori. Le persone con doti superiori non possono non essere dispotiche; esse vengono scacciate o soppresse”.
E fin qua ci siamo, credo. Mai una società viva, con l’idea di conquista del proprio futuro e l’orgoglio del proprio passato ha condotto delle azioni autodistruttive e sostanzialmente suicide come la nostra. Ma non solo.
È l’intera civiltà occidentale che, resa esausta da decenni di benessere e di materialismo, ha deposto le armi anche a sua difesa ed è ormai preda delle peggiori convulsioni masochiste.
Ma la Chiesa, di suo, quanto ha messo in questa rassegnazione masochista? Quanto ha influito quel “perdona loro perché non sanno quello che fanno” nella scomunica della giustizia, nel permissivismo impunito, nell’accettazione patologica di ogni diversità? Quanto quel “chi è senza peccato scagli la prima pietra” ha prodotto il fenomeno di autoassoluzione generalizzata per cui nessuno è colpevole e tutti sono figli uguali dello stesso Dio?
Tanto, certamente, a vedere l’ultimo numero di Famiglia Cristiana. Tanto nel rinnegare la sua grandezza eroica e trionfante per tornare ad essere la religione desertica dei disadattati e dei malriusciti.
Senza rievocare la caduta dell’Impero Romano o le pagine esemplari di Nietzsche per vedere nel nano coprofago, che guida l’invasione allogena nella grandiosa profezia del Campo dei Santi di Jean Raspail, la figura di riferimento per l’attuale Papa argentino, leggiamo insieme cosa scriveva Wystan Hugh Auden, un poeta inglese del Novecento.
Lui si immagina Erode, in sé buono e tollerante, che deve decidere di eliminare degli innocenti perché non può permettere che quel bambino sopravviva, in quanto portatore di catastrofe.
E nel suo monologo pensa: “La Ragione sarà sostituita dalla Rivelazione… La conoscenza degenererà in un tumulto di visioni soggettive… Gli scarabocchi dei bambini innalzati al di sopra dei più grandi capolavori… L’Idealismo sarà scalzato dal Materialismo… Sviato dal normale sfogo nel patriottismo e nell’ordine civico o familiare, il bisogno delle masse di un Idolo visibile da venerare si incanalerà in alvei totalmente asociali… La Giustizia sarà rimpiazzata dalla Pietà e svanirà ogni timore di castigo. Ogni scapestrato si congratulerà con se stesso: ‘Sono un tal peccatore che Dio è sceso di persona a salvarmi’. Ogni furfante dirà: ‘A me piace commettere i crimini; a Dio perdonarli. Il mondo è davvero combinato a meraviglia’. La Nuova Aristocrazia consisterà esclusivamente di eremiti, vagabondi e invalidi permanenti. Il becero dal cuore d’oro, la prostituta consunta dalla tisi, il bandito affettuoso con sua madre saranno gli eroi della Nuova Tragedia, mentre il generale, lo statista, il filosofo diverranno zimbello di satire e farse”.
Questo è satanismo, questa è la sovversione dei valori, non certo colui o coloro che tentano di arginare e frenare una deriva di disfacimento.
Ora, non essendo salviniano né un possibile esorcista di Salvini posso, senza aver nulla da perdere né da guadagnare, affermare che non è il Ministro degli Interni il Satana reincarnato. Le legioni di Mefistofele si aggirano in altre sedi, hanno intaccato altri istituti, hanno contaminato altre anime, hanno corrotto altri spiriti.
Il demone della decadenza e della disfatta è stato alimentato nei dintorni di un certo potere e adesso, come nelle migliori tradizioni della menzogna diabolica, scarica su altri le conseguenze delle sue indegne e spregevoli azioni.

 

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