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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Lunedì 08 Ottobre 2018 13:14


Se fate gli anti-Europa non vi si fileranno neppure loro

Mai dire mai.
Innanzitutto mi rallegro con i pochi che insieme a me non si sono mai lasciati ipnotizzare dalle sirene del qualunquismo eurofobo.
Adesso che il vento soffia forte in poppa si scopre che i massimi esponenti del populismo tanto sciocchi e servi non sono. 

Nell'incontro di oggi, 8 ottobre, a Roma, Marine, figlia di Le Pen, e Matteo Salvini hanno stupito parecchia gente. Per il ministro degli interni il nemico non è l'Europa, anzi: “L'Europa siamo noi, l'AntiEuropa è quella di Junker e Moscovici”.  La Merkel non è stata nominata e non credo che si sia trattato di una dimenticanza visto che i rapporti, per burrascosi che siano, talvolta esprimono un'alleanza oggettiva che nessuna delle due parti può però annunciare per non scombussolare i rispettivi elettorati.
Il leader leghista e la prole di preclara stirpe hanno affermato che il loro progetto non è l'Exit ma prendere la maggioranza nelle commissioni per cambiare indirizzo alla UE.

Madame la fille è andata oltre. Ribaltando le infelici posizioni che teneva fino a 17 mesi fa quando vaneggiava di Frexit e di No Euro, ha caldeggiato la formazione di un esercito europeo e anche di un motore di ricerca indipendente da google. Addirittura riguardo a Bannon ha obiettato che, per quanto possa essere positivo il suo intento di costruire un'internazionale sovranista, non bisogna dimenticare che è pur sempre americano e noi siamo europei.
Ora che i populisti sono maturati hanno scoperto la miniera delle prospettive politiche che ci appartengono da quasi novant'anni. Non possiamo che rallegrarcene.
Quelli invece che, almeno dal punto di vista formale, da quel mondo provengono, non solo hanno abbandonato la vocazione dell'avanguardia ma si sono già trasformati da tempo in retroguardie rispetto alla Lega. Ora rischiano di diventare una vera e propria zavorra, con la loro fissazione d'inseguire e rilanciare le paturnie plebee più sciocche e di farsi inconsapevoli araldi dell'altro populismo, quello Wasp alla Farrage.

Non riuscirò mai a capire perché si debbano abbandonare i propri fondamentali proprio quando questi diventano vincenti per andare, raccogliendone i resti, a scopiazzare le teorie isteriche che il populismo snocciolava prima di prendere forma e per giunta quando quest'ultimo, saggiamente se ne disfa.
Scusate: è un mio limite pretendere che la gente sia intelligente e che lo sia in particolare la mia.

 

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