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Scritto da Giancarlo Ferrara   
Martedì 09 Ottobre 2018 00:47


A soprpresa per una Nuova Europa

Si è svolto ieri il Convegno promosso dall’UGL a Roma sul tema  ”Crescita economica e prospettive sociali in un’Europa delle Nazioni”.
La presenza di Matteo Salvini e di Marine Le Pen sembrava dare all’evento un tono decisamente ”sovranista”, ma un po’ a sorpresa , i due protagonisti hanno disegnato, almeno nelle intenzioni uno scenario abbastanza diverso ed interessante.

Anzitutto, nessun accenno da parte di entrambi ad ipotesi di fuoruscita dall’Unione Europea o dall’Euro, come qualcuno forse si sarebbe atteso, ma, invece una  proposta per un‘Europa sicuramente alternativa a quella attuale, utilizzando gli strumenti a disposizione per occupare lo spazio decisionale a Bruxelles.
I due leader hanno, infatti più volte ribadito che “I nemici dell’Europa sono i Moscovici e gli Juncker asserragliati nel bunker di Bruxelles” e di non essere contro l’Europa ma contro l’attuale assetto europeo per salvare l’Europa  dal mondialismo e dalla sleale concorrenza internazionale, riferendosi in particolare ai trattati commerciali internazionali attualmente in vigore che stritolano l’Europa sul piano della competizione globale.

Il Vice -Premier italiano Salvini ha più volte sottolineato com la disoccupazione giovanile, la piaga della povertà, l’assenza di lavoro, spesso non dignitoso, può essere sconfitta da una cooperazione tra le Nazioni Europee che coniughi in modo virtuoso tematiche da decidere a livello centrale ed altre che debbono essere decise a livello nazionale, secondo il principio della sussidiarietà.
La Le Pen si è spinta ancora più oltre come quando ha detto che l’Europa si è rivelata inesistente proprio laddove doveva essere più presente: in materia di difesa militare comune, in materia di contrasto alle delocalizzazioni delle multinazionali e nell’attuazione di una piattaforma Internet europea alternativa all’americana Google.

In particolare, secondo i due leader, l’Europa ha un ruolo essenziale da giocare in Africa, per investire in quel Continente, sia per contrastare il fenomeno migratorio, sia per competere  in loco sul piano commerciale con la Cina.
La Le Pen ha anche fatto una precisazione sul ruolo giocato in questi mesi da Steve Bannon con la sua rete “sovranista” the Movement Foundation, sottolineando che “noi siamo cittadini europei, Bannon è un cittadino americano e che la forza politica europea siamo noi europei e non altri”, sconfessando in tal modo frettolose adesioni di altri esponenti della destra italiana di qualche settimana orsono.

Salvini e la Le Pen si sono congedati con una battuta che la dice lunga sul percorso che intendono intraprendere: "L’Europa non deve pagare il conto del Mondialismo: come quando si va al ristorante e l’ultimo che esce paga il conto per tutti”.
Per evitare questo esito infausto e per “salvare l’Europa” i due leader  intendono lanciare un “Fronte della Libertà”  per le prossime elezioni europee allo scopo di “conquistare la maggioranza nella Commissione Europea”.

Insomma chi si aspettava un sovranismo   arroccato su posizioni piccolo nazionaliste ed isolazioniste saràrimasto sicuramente deluso, chi, invece auspicava finalmente un prospettiva  europeista  alternativa per il futuro, non può che salutare positivamente tale posizionamento e lavorare affinché sia denso di contenuti e di proposte all’altezza dell’incerto futuro scenario internazionale.

 

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