Noi tireremo diritto Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 18 Ottobre 2018 22:49

Che l'ultimatum plateale di Moscovici sia una boutade oppure no lo scopriremo presto.
E un poco più tardi scopriremo se gli americani del rating offriranno il salvagente al Giuseppi di Trump o se ci affosseranno una volta che si sia andati in collisione con la Commissione UE e si sia lasciato lo spread salire alle stelle.
Ancora più tardi ancora se il governo gialloverde sarà stato audace o sciocco, ardito o incompetente.
Al momento atteniamoci al braccio di ferro e al rischio che ne deriva che è quello di una contrapposizione tra un europeismo tecnocratico e un antieuropeismo suicida e manovrato dalle potenze straniere. Esiste una terza posizione, che è poi quella che lo stesso governo afferma di voler seguire, ed è quella di un europeismo popolare. Non funzionerà se non sarà anche rivoluzionario, ma è importante che intanto sia così: europeista e populista.
Una terza posizione diventa però posizione zero se si arrocca nella neutralità e nell'osservazione da fuori. Se si manifesta come idea rivoluzionante allora assume tutto il suo senso, ma non può farlo se si defila dal reale.
Il reale impone di mandare Moscovici a quel paese a larghe falcate e di sostenere una spinta di cambiamento europeo. Non si tratta di scegliere tra due orrori contrapposti, come sognano i soliti antagonisti da tastiera e da neuropatia, ma di sgominarli entrambi. Tirando diritto.