Ricerca

Dossier Ricerca

Partner

orion

Centro Studi Polaris

polaris

 

rivista polaris

Agenda

<<  Marzo 2019  >>
 Lu  Ma  Me  Gi  Ve  Sa  Do 
      1  2  3
  4  5  6  7  8  910
11121314151617
18192021222324
25262728293031

NOEVENTS

Altri Mondi

casapound
Comunità solidarista Popoli
L'uomo libero
vivamafarka
foro753
2 punto 11
movimento augusto
zetazeroalfa
la testa di ferro
novopress italia
Circolo Futurista Casalbertone
librad

Sondaggi

Ti piace il nuovo noreporter?
 
I francesi resistono alle provocazioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Domenica 09 Dicembre 2018 01:39


ma intorno a loro le acque si intorbidiscono

Come sfruttare o spezzettare il movimento? O forse addirittura tutte e due le cose?
Convergenza di interessi. Al governo Macron servono ambo i risultati, agli americani pure e ai trozkisti sorosiani di Attali (in lite con il Presidente) vanno bene egualmente.
Ecco così che nei giorni precedenti alla quinta manifestazione, quella di ieri 8 dicembre, qualcuno si è prodotto nell'intento di inquinare il quadro.

In primis si è parlato in modo compulsivo d'insurrezione e di colpo di stato consentendo così alle forze dell'ordine di perpetrare cinquecento arresti, molti dei quali preventivi, in modo d'indebolire e disarticolare la piazza.
Poi si è giocata la carta di ergere muro contro muro, orientando il movimento in un vicolo cieco e dividendolo inesorabilmente.
Così è girato in rete un presunto manifesto dei gilets jaunes, buono per un 85% ma che conteneva delle propsoste penalizzanti già ampiamente rifiutate dai francesi come la "Frexit" o il disimpegno dall'Africa. Leggi cioè una Sottomissione totale agli interessi geostrategici americani e un ruolo avanzato nel genocidio europeo. Quel manifesto è stato ripreso a caratteri cubitali dal Corriere della Sera ma è opera di un anonimo.
Peraltro i suoi numerosissimi punti, 25, alcuni dei quali, come ad esempio quello sui trattati internazionali, del tutto inaccettabili, sono esclusivisti, non possono cioè fare né l'unanimità né tendenza di massa. Se accolti organicamente da qualcuno frantumerebbero immediatamente il movimento in diversi gruppuscoli contrapposti.
Questo farebbe felici sia il governo che le formazioni trozkiste infiltrate nella folla.

Ma a dar credito a questo manifesto - a n o n i m o - per ora  sono solo gli italiani ingannati da Corsera.
L'unico manifesto sicuramente opera dei GJ è invece https://www.lesalonbeige.fr/manifeste-de-gilets-jaunes/
e si tratta di qualcosa di molto più aperto, possibile, creativo e convergente per una nazione in cui il popolo richiede al massimo tre parole d'ordine e ha di recente espresso il gradimento alla formazione di un esercito europeo al 75,2%: il massimo in tutta Europa!
Praticamente il manifesto anonimo altro non è se non una pietra al collo per affogare, la stessa che Philippot applicò a quello di Marine e del Front National rischiando di distruggerlo, e questo solo un anno fa!

Sulla stessa linea genocida e nemica della nostra tradizione, della nostra storia e della nostra civiltà (molti "sovranisti" de naontri dovrebbero farsene una ragione e darsi una sveglia) si è rivisto l'avvoltoio cialtrone Bannon, altro complice di questa commedia, che si è presentato a Bruxelles insieme all'ondivaga Marine che lo aveva bocciato fino all'altro ieri.

A chiudere la manovra i saccheggi. Opera dei banlieusards fiancheggiati dai trozkisti, indisturbarti perché le celle erano piene di manifestanti arrestati preventivamente. E così, alla fine della fiera, la criminalizzazione della folla fa da ciliegina.

Possiamo dire allora che il gioco è riuscito all'Eliseo, alle Logge e alla Casa Bianca?
Non proprio: i parigini hanno manifestato comunque e si sono scontrati con le forze dell'ordine che bloccavano loro il passo. In gran numero lo hanno fatto intonando la Marsigliese e senza lasciarsi menare per il naso da devianze settarie di nessun tipo.
Se Parigi assediata ha accettato la sfida, nelle altre città il movimento è cresciuto in numeri e in determinazione.
Nei prossimi giorni si vedrà se il popolo francese sarà capace di non lasciarsi infinocchiare e di non farsi sminuzzare in correnti e in vicoli ciechi predisposti.
Per spezzare il movimento del '68 i pupari inserirono antifascismo e anticomunismo e finì in vacca. Oggi ci provano con europeismo brusselloide e antieuropeismo. Nei due casi sparano alla schiena della gente e cercano di bloccare il nostro ruolo geopolitico in quanto europei. E sono gli stessi di allora!
Vedremo presto se vinceranno ancora o se un'autentica spinta rivoluzionaria glielo impedirà.
Sta anche a noi non essere complici dei pupari e non ripetere a pappagallo le parole d'ordine delle Logge Wasp.

 

Noreporter
- Tutti i nomi, i loghi e i marchi registrati citati o riportati appartengono ai rispettivi proprietari. È possibile diffondere liberamente i contenuti di questo sito .Tutti i contenuti originali prodotti per questo sito sono da intendersi pubblicati sotto la licenza Creative Commons Attribution-NoDerivs-NonCommercial 1.0 che ne esclude l'utilizzo per fini commerciali.I testi dei vari autori citati sono riconducibili alla loro proprietà secondo la legacy vigente a livello nazionale sui diritti d'autore.