Tragedia e farsa Stampa
Scritto da Mario Michele Merlino   
Venerdì 08 Febbraio 2019 00:51


anzi squallore

Giovani, arroganti e presuntuosi (vizio che preservarono ostinati e ottusi anche in età matura), ebbero a definire ‘cane morto’ ed epiteti vari il filosofo HegeI che pure aveva suscitato in loro lo studio del pensiero. Dovettero ricredersi entrambi. In una lettera indirizzata all’amico e sodale Karl Marx, relativa al colpo di stato in Francia nella notte del 2 dicembre 1851 in cui Luigi Bonaparte si era proclamato imperatore con il nome di Napoleone III, F. Engels scrive: ‘Hegel osserva da qualche parte che tutti i grandi avvenimenti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda come farsa’. In questo malo presente come selezionare e indicare guitti e saltimbanchi? Già Nietzsche avvertiva: ‘L’oggi appartiene alla plebe’...                                         
Non intendo addentrarmi per ‘sentieri interrotti’ del politicamente (s)corretto nè dare sfogo alla vanità rancorosa di un professore in pensione. Solo qualche nota di costume (?) intorno alla data del 10 febbraio in cui, dal 2004, si è ufficializzato con legge dello Stato ‘il giorno del ricordo’, in memoria della tragedia infame delle foibe e dell’esodo delle italianissime genti d’Istria e Dalmazia, Fiume e parte della Venezia Giulia.                                                                                                                                               
Come sparare contro la Croce Rossa, quando ci si rivolge all’ANPI. In una informativa del solito agente solerte, primo raduno a Roma delle varie sezioni della resistenza, si riporta lo sdegno stupito di Ferruccio Parri per il numero in eccesso di vecchi e nuovi veri e fasulli partigiani. Documento scovato e riprodotto da Renzo De Felice. Ricordo una sera trascorsa con Ugo Franzolin (già corrispondente di guerra XMAS) e Furio Sampoli (già comandante di brigata partigiana nei dintorni di Firenze e alto dirigente RAI). Ci raccontò come il comando alleato, con gesto ironico e di disprezzo, inviasse oltre due mila attestati in risposta alle sue perplessità sulla richiesta di ‘resistenti’ a lui sconosciuti. In fondo peccato veniale, ‘tengo famiglia’...                                                      
A ben altri orrori e servilismo ci siamo documentati, su quel confine orientale, proni al volere di Tito e del IX Korpus (la strage alla malga di Porzus è pallido esempio). Fu tragedia nella tragedia più grande. E la farsa? Virginia Raggi, sindaca di Roma, affida all’ANPI la gestione delle varie cerimonie; a Parma un convegno su ‘foibe e fascismo’ e la sezione di Rovigo rimproverata dalla Direzione per eccesso di negazionismo... Le bizze senili di fantasmi malati di arterioclerosi.