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Scritto da huffingtonpost.it   
Mercoledì 13 Febbraio 2019 00:20


I Cinque Stelle difficilmente potranno continuare così

I risultati in Abruzzo sono una vera e propria batosta per i 5 stelle, che vedono dimezzato il proprio consenso (rispetto alle Politiche), proprio mentre l'alleato di Governo Matteo Salvini lo raddoppia. Per M5S l'Abruzzo è una specie di feudo, aveva sfiorato il 40% alle politiche. Ora si attesta al 20%, con Sara Marcozzi addirittura terza nella corsa alla Regione. Ed è tempo di bilanci, con le prime voci critiche che arrivano dagli esponenti cosiddetti "ortodossi".

"Purtroppo tradire la propria identità non paga" afferma la senatrice M5S Elena Fattori all'AdnKronos. "Spero fortemente - dice la parlamentare 'ribelle', spesso in dissenso con la linea Di Maio negli ultimi mesi - che ci sia uno scatto di orgoglio da parte del mondo 5 Stelle prima delle europee per non lasciare che abbiano la meglio le peggiori destre sovraniste. La sovranità che proponeva il Movimento era un approccio diverso. Sicuramente - insiste Fattori - occorre un ripensamento delle modalità usate sin qui che hanno avuto un effetto devastante sulla natura profonda e sulla fiducia nel Movimento. Purtroppo chi lo aveva capito sin dall'inizio non solo non è stato ascoltato ma emarginato nelle azioni politiche reali. Non è ancora troppo tardi ma rischia di essere tardi molto presto".

Per il deputato M5S Giorgio Trizzino è il momento di riflettere sull'alleanza gialloverde, perché "il Governo del cambiamento è una intuizione che in qualche modo potrebbe ricordare le 'convergenze parallele' di Aldo Moro. Ma mentre Moro puntava ad una geniale operazione di inclusione sociale e politica in nome di una idea grande della democrazia e della giustizia sociale, la Lega di Salvini, oggi forte del consenso imprenditoriale del nord e di vaste fasce di popolazione del centro e del sud e della propria struttura organizzativa, ha puntato scientificamente fin dal primo momento ad indebolire ideologicamente e politicamente il Movimento 5 stelle, con il chiaro obiettivo di usarlo fino in fondo prima di gettarlo via". Un altro deputato, Davide Galantino, auspica una riflessione post-voto e su Facebook scrive che "ostentare risultati e alimentare troppe speranze non paga. Bisogna essere sinceri e soprattutto saper chiedere scusa quando non puoi mantenere fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale. Che ci serva di lezione! Il vero cambiamento arriverà quando ogni cittadino italiano potrà essere orgoglioso dei suoi rappresentanti. Il popolo abruzzese ha scelto e va rispettato per le sue scelte".

Di altro avviso Gianluigi Paragone, che ai microfoni di Radio Cusano Campus ricorda che "subito dopo le politiche non abbiamo vinto in Molise e in Friuli: il voto delle amministrative è marginale e si prendono in considerazione aspetti della quotidianità, è un voto che riguarda soprattutto la sanità". Il risultato delle regionali "dice che i cittadini abruzzesi hanno gradito il modo in cui in questi anni sono state gestite le cose e quindi non avevano intenzione di cambiare. Evidentemente - ha concluso Paragone - gli abruzzesi sono soddisfatti della gestione del centrosinistra e di quella del centrodestra nel recente passato".

"Breve riflessione personale: meglio non leggere un dato politico nel voto degli abruzzesi, ma pensare che siamo popolo dissociato ed autolesionista" è l'analisi del voto in Abruzzo espressa dalla senatrice M5S Daniela Donno.

 

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