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L'uomo che salvinerà la patria PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 20 Febbraio 2019 12:06


Perché il leader del Carroccio è un mattatore

 

Ogni giorno che passa Salvini fa sempre più la parte del mattatore.
Che lo si ami o no (in particolare per Israele e per Hezbollah), che si riponga fiducia in lui o meno, oggettivamente il boss leghista sta facendo da asso pigliatutto.
L'impressione generale è che i 5 Stelle siano al suo rimorchio e le varie consultazioni elettorali tenutesi da quando esiste il governo gialloverde stanno confermando che i grillini sono terreno di caccia leghista.
Eppure le scelte del governo sono molto più pentastellate che salviniane. Dal reddito di cittadinanza alla riforma forcaiola della giustizia, sono i Di Maio's boys a dettare l'agenda.
La Lega ha dalla sua la favolosa gestione mediatica della svolta sull'immigrazione e alcune incursioni da sceriffi (Battisti e i residui esuli di sinistra in Francia).
Ciononostante nessuno dubita che l'uomo della svolta sia Salvini.
Perché?

In primis Salvini è un dominatore della scena e della comunicazione diretta e indiretta. Lo è per indole naturale e probabilmente per la sua iniziale cultura politica (comunista).
Non c'è paragone con nessuno e questo già basterebbe.
Ma non spiega tutto. I suoi avversari salottieri dicono di lui quasi con disprezzo che “parla alla pancia della gente”. È vero, ma non è il solo. Un po' tutti i populisti lo fanno, ma in modo psicologicamente diverso.
Fronte al fallimento di una classe politica costruita artificialmente e arruolata nei salotti, si assiste all'emergere del disprezzo popolare, in una versione tutta particolare della plebe contro gli optimates; che optimates non sono per nulla, ma questo è un altro discorso.
Il populismo oppone all'arroganza sprezzante dei falliti post-sessantottini, un'altra arroganza sprezzante che pretende di avere formule belle e pronte per risolvere tutto e le enuncia, facendo rizzare i peli sulla schiena a chiunque abbia due grammi di materia grigia e un minimo di esperienza di vita.
Tutti, ma non Salvini, che sprezzante e arrogante lo è pure ma in ben altro modo.

A differenza dei vari populisti, da Grillo a Di Maio, alla Le Pen, agli imitatori ultradestri de' noantri, il leader leghista ha completamente smesso di recitare formule magiche con le quali egli ed egli soltanto può salvare la patria. Assistito alla campagna presidenziale di Marine e al suo disastro sul piano delle soluzioni e delle sintesi ha immediatamente smesso di seguire quella linea.
Egli si presenta piuttosto come l'uomo del buon senso, come l'uomo del fare, come l'uomo disposto ad agire da tribuno del popolo ma senza rinnegare l'insegnamento di Menenio Agrippa.
Tra due fronti politici completamente astrusi, irrealistici, arzigogolati e incompetenti che si pongono reciprocamente in antitesi, Salvini, pur comandandone uno, fiuta, accarezza e suggerisce la sintesi.
Uomo di buon senso che si fa carico della pancia e che si occuperà di trovare le soluzioni migliori: così viene percepito dalla gente e non come un Masaniello qualsiasi. A differenza di tutti quanti gli altri populisti.

Il successo di Salvini, che, se non lo bloccano o se la situazione non si deteriorerà in modo irreversibile, sembra destinato ad asfaltare avversari e alleati, si spiega così.
Istintivamente si pone come uomo di sintesi. Che possa esserlo davvero è tutto da dimostrare.
Ma la lezione da trarre, specie dai populisti de' noantri detti anche (sic!) sovranisti, è che cercando di acuire la marginalità antagonista, facendo leva sul fanatismo programmatico dello sfascio e della frammentazione (sia delle alleanze politiche interne, sia dell'Europa) ci si marginalizza stoltamente e si retrocede immancabilmente.
Le rivoluzioni, anche quelle dolci e pacifiche, si compiono quando un capo e/o una classe dirigente trasformano la spinta antagonistica iniziale in una sintesi rigenerante, abbandonando schemini da adolescenti superficiali.
Chi lo assumerà questo compito storico?
Non di certo chi rimarrà fascioconsumatore, fasciospettatore e sovranista piccato e fissato.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Febbraio 2019 12:19
 

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