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Qualcosa intorno al 'male assoluto' PDF Stampa E-mail
Scritto da Mario Michele Merlino   
Martedì 05 Marzo 2019 09:37


L'Italia proletaria e fascista

Qualcosa intorno al ‘male assoluto’, prossimo il centenario della fondazione dei Fasci di Combattimento, piazza San Sepolcro, Milano, 23 marzo 1919.
Per Renzo De Felice – stimato professore per l’opera monumentale, rimasta incompiuta, su Mussolini – il Fascismo fu un contenitore vuoto e usato secondo tempo e circostanze. Preferibile é l’ombra protettiva di Sciaboletta al ruspante manganello; all’olio di ricino smerdare irosi bolscevichi e pavidi borghesi l’ostensorio a benedire i labari vittoriosi d’Etiopia e di Spagna finchè la Provvidenza lo richiede; la camicia nera e stivaloni e fez ma lo Stato affidato a burocrazia trista e infida – parassiti diligenti senza idea – di stampo liberale e servile e l’elenco dei compromessi potrebbe essere, purtroppo, ancora lungo... Tutta razza che si sarebbe palesata il 25 luglio e l’8 settembre.                           
Dare, dunque, ragione allo storico di grido? Mai. Mai essere proni perchè fu per noi il Fascismo ‘immenso e rosso’. Squadrismo e BL 18 la speranza; basco nero ed emme rossa la fierezza. E Berto Ricci la Scuola di Mistica fascista Marinetti ardito e Gentile pensoso. Sangue generoso canzoni da gettare al vento bandiere, brandelli di stoffa, sulla barricata dell’Ideale. Non ciò che ci viene proposto, ma più correttamente una transizione un ponte verso dove e per dove sta a chi ne ha raccolto l’eredità aprirsi la via. Non un monolite orfano per sua e nostra fortuna dalle gabbie illuminismo e marxismo, stimolo e promessa, stile di vita. Come un viandante saper discernere il necessario dalle scorie.                                                                                                                      
‘L’Italia proletaria e fascista’, quella che sa stringersi intorno al suo Duce al Teatro Lirico, 16 dicembre 1944 non certo volgersi a questa destra dominata da borghesi con la cravatta intonata alla camicia tanto simili ad una inutile sinistra. Di corrotti e corruttori. Contrapporre  bastoni e barricate al rumore di manette e odore aspro di lacrimogeni. La mia Patria è là dove si combatte per le mie idee. Capace di intendere Che Guevara e il mercenario di Lucera per farli coabitare magari in un 45 giri. E farsi vanto – questo l’assumo in proprio – d’essere libertario nei diritti fascista nei valori.

 

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