Cent'anni di Giovinezza Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 22 Marzo 2019 01:26


Piazza San Sepolcro

Domani saranno cent'anni da quella Primavera di piazza San Sepolcro.
Lì un pugno di arditi, di futuristi, di sindacalisti rivoluzionari, avviò una Rivoluzione assolutemente inedita. La più mediterranea e la più antico-romana delle idee. Lo spirito plasmò la materia, tramite la volontà. La scanzonata leggerezza unita alla gravitas romana espresse qualcosa di antico e di nuovo.
La Poesia forzò la Grammatica e - come nei cicli della ierogamia in cui, all'equinozio, si fecondava la terra - l'Italia fruttificò.
Troppo grande, oggi, è tutto questo per noi. Possiamo solo celebrarlo ma, anche solo per quello, dobbiamo agire seriamente su noi stessi. Altrimenti saremo buffoni o mistificatori.
Proviamoci, almeno per una volta. Sono richiesti: umiltà, modestia, impersonalità, disciplina e spirito di cameratismo.
Almeno per un giorno dovrà essere qualcosa di diverso dal solito struscio all'insegna del narcisismo, del confronto e dell'autocompiacimento.
Superare ogni Io è la consegna! Ogni Io individuale, di gruppo, di sigla, di comitiva, di organizzazione.
Tornare ad essere una cosa sola, a prescindere da sigle, città, regioni, ombelichi.
Primavera di bellezza...