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Un leninismo del terrore PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 28 Marzo 2019 12:35


L'offensiva antifascista dietro la presa di potere delle minoranze feroci

 

Gli arresti di Giuliano Castellino e Vincenzo Nardulli per “aggressione”, perché rei di aver scambiato battute con dei giornalisti che avevano invaso lo spazio cimiteriale durante una cerimonia, non sono soltanto inaccettabili, sono un evento paradigmatico.
Altrettanto lo è la denuncia a Ernesto Moroni che, per aver proiettato – da solo! - immagini del Duce a Piazza Venezia viene inquisito non soltanto per la già assurda “apologia di fascismo” ma anche secondo i criteri della Legge Mancino!

Da tempo abbiamo dato l'allarme. Ai neodemocratici dell'estrema destra il grande successo di popolo dei populisti e il loro atteggiamento nei confronti delle libertà di pensiero è parso il segnale di un cambio di situazione, di un allentamento della pressione. Niente  di più sbagliato.
Perché dall'altra parte – chiamatela come volete: comunista, massonica, satanista, cosmopolita – non sono affatto sprovveduti. Essi sanno che l'aria è cambiata e che gli equilibri politici della ricomposizione saranno altri. Sicché si sono affrettati da subito a organizzarsi in una forma di leninismo del terrore. Si sono accorpati intorno a gruppi di potere che si ritrovano in Magistratura e in alcune concentrazioni di media e che si dispiegano in mille espressioni, tra loro saldamente legate, che vanno dall'associazionismo, alla militarizzazione delle Ong, fino ai gruppi armati veri e propri che, sotto copertura di servizi delle principali potenze, non solo si addestrano alle armi ma partecipano ai proventi del narcotraffico.

I democratici, insomma, ragionano in maniera selettiva, gerarchica e militarizzata, mentre gli “antidemocratici” (magari ce ne fosse qualcuno!) puntano tutto sulla democrazia e sul delirio di folla. Ignari che le folle hanno abbandonato sempre tutti: da Berlusconi a Renzi. Ancora nell'agosto del 1944 Pétain radunava centinaia e centinaia di migliaia di francesi...
Il consenso è la base per operare, altrimenti è aria fritta.
Il governo populista ha ingaggiato fino adesso un solo scontro, e tutto prettamente salviniano: quello con le Ong del trasporto di schiavi.
Ha però fatto passare leggi “giustizialiste” che comprendono anche la sospensione sine die della prescrizione. Leggi che verranno rivolte contro di loro quando cadranno e contro di noi già da adesso.
A nulla serve pensare a successi elettorali quando ti sparano addosso. Per ora in senso figurato; ma le persecuzioni giudiziarie che si preparano e il clima che le accompagna (sono giunti al punto di sostenere che il mostro di Firenze fossero i Nar...) non sono da meno.
Poi, se serve, verranno anche le pallottole. E se non ci spareranno vorrà dire una cosa soltanto: che siamo inutili.

Ultimo aggiornamento Giovedì 28 Marzo 2019 12:39
 

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