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Chiacchiere al vento PDF Stampa E-mail
Scritto da Giancarlo Ferrara   
Lunedì 01 Aprile 2019 01:08


Non fossilizziamoci sulle elezioni europee

In vista delle elezioni europee di maggio, è tutto un brusio di alleanze, spesso sottobanco, di candidature, di programmi più o meno realistici, di promesse e di futili dibattiti.
Il morbo demoliberale si nutre di questo pensiero mortifero e lo spande attraverso i media mainstream che non fanno altro che educare le masse al loro volere.
In tutto questo starnazzare inutile manca il soggetto sul quale si dovrebbe appuntare l’attenzione: l’Homo Europaeus, cioè colui che abita questo Continente e che aldilà delle stantie formulette politicanti, non ri-trova più se stesso da tempo, in balia com’è di falsi miti autodistruttivi.
Invece di rincorrere sterili e false contrapposizioni tra “sovranisti” e “sinistri”, invece di attaccarsi ad economicismi che non risolvono nulla, di proporre formule politiche ormai desuete, di appassionarsi ad elezioni inutili ed autocelebrative, bisognerebbe investire nella ri-educazione dell’Europeo alla propria Tradizione ed alla propria Stirpe.
Ciò non significa abbandonare l’agone politico, ma comprendere che quest’ultimo non può essere ridotto alla politichetta borghese, che ci interessa il giusto, ma che si deve puntare in Alto, in modo verticale, senza cedimenti compromissori con la moralicchia corrente.
Questo vale sia che ci si occupi dello Ius Soli, di Clima, di lotta all’immigrazione, di sicurezza o qualsivoglia altro argomento che non troverà alcuna soluzione sui social network o nei talk show e neppure nel Parlamento Europeo.
È appena trascorsa la data del Centenario dei Fasci di Combattimento, i quali non discettavano di temi e programmi, ma ponevano davanti a sé un obiettivo molto più ambizioso: creare attorno a sé un nucleo di avanguardia di Popolo, una direzione di marcia e soprattutto uno Stile inattaccabile perchè puro, deciso, inalterabile e che guardava al futuro.
Questa era e resta l’essenza di chi vuole che si faccia l’Italia e l’Europa, il resto è contingenza, è tattica che discende da s, ma sono le Idee che muovono il Mondo, non la forma di una moneta o di una manovra di bilancio.
Da cio’ discende anche la forza che si dispiega da un simile atteggiamento verso il Mondo: non più di incertezza paralizzante, su quale sia la formuletta parlamentare più adatta, non più la timida assunzione del ruolo di “ruota di scorta” di qualche improvvisato tribuno populista, ma la forza di osare e di spingere in avanti i rapporti di forza, che molte volte sono solo gabbie mentali.
Che le azioni siano un esempio ed uno stimolo per i Popoli europei, non solo ad uso e consumo del proprio partito o gruppo di riferimento, per affermare l’unica Rivoluzione degna di questo nome: quella antropologica dell’Europeo. Il resto sono chiacchiere al vento.

 

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