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Questo congresso non s'ha da fare PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 29 Marzo 2019 01:46


Verona, la famiglia e la graticola politico-mediatica

Oggi a Verona apre i lavori il Congresso Mondiale della Famiglia.
Dai  toni che usano i media e molti esponenti della classe politica, sembra che stia per andare in scena il congresso dei nazisti dell'Illinois o un meeting con Satana Manson.
Massima vigilanza, ampia diffidenza, sguardi e fucili puntati. Si è giunti a sostenere che i propugnatori dell'iniziativa sarebbero “negazionisti” delle violenze sulle donne! Ridicolo.
Intanto, a Milano, Sala ospita il Congresso musulmano a cui partecipa l'Imam che invita a bastonare le donne. Ma per quello nessun'alzata di scudi femminista o gay. Anche se, nella maggior parte dei paesi musulmani, i secondi li ammazzano e le prime non godono di certo dei diritti occidentali.

Invitata da Fazio, la Boldrini è riuscita a gracchiare che non si può più sentir parlare di famiglia tradizionale. Non lo sopporta. E se non lo sopporta lei...
Possiamo discutere la formula. Non si tratta più infatti della famiglia tradizionale, che è tale solo se patriarcale e clanica, e quindi non c'è più da tempo. La vogliamo chiamare famiglia abituale? Che viene formata da una coppia che procrea e alleva i figli. Un nucleo elementare già troppo individualistico, tanto che è andato in crisi nella tarda modernità, proprio per la sua atomizzazione.
Non famiglia tradizionale, dunque, ma consueta, elementare. E perché non se ne può più sentir parlare? Per quale ragione chi mantiene le attrazioni e le tendenze abituali dovrebbe essere criminalizzato? Siamo alla follia.

Si è rovesciato lo schema dei decenni passati, quando gli omosessuali li mandavano a Carbonia e dovevano fare la massima attenzione per non farsi scoprire. Non si è superato quello schema, lo si è letteralmente rovesciato! Oggi se si è eterosessuali e se non si ritiene opportuna la sperimentazione genetica continua, si diventa dei pericolosi da curare e da emarginare.
Se ci si osa opporre alla politica del gender – che con il sesso ha a che fare, sì, ma in modo molto più profondo, perché verte all'atomizzazione di ogni forma di io – si è dei terribili intolleranti oscurantisti che meritano l'emarginazione e la galera.
Eppure alla devastazione del gender si oppongono molti omosessuali.

Se in un Paese laico, ma a costituzionalmente riconosciuta maggioranza cattolica, si accetta senza problemi un congresso islamico – omofobo e discriminatorio della donna, almeno secondo i criteri vigenti – e si mette al rogo un congresso cristiano, qualcosa non torna.
Non sappiamo cosa sortirà da questo congresso veronese, cui partecipano esponenti politici e governativi di diverse nazioni mondiali. Non risulta che ne scaturiranno proposte di legge repressive nei confronti di chicchessia. Non sappiamo quali filosofie e interpretazioni lo animeranno, ma sappiamo che oggi noi viviamo in inverno demografico, in crollo demografico e in una società che ai suoi margini abitativi e sociali è preda di fondamentalismi religiosi venuti da altrove.
Criminalizzare chi si pone il problema è grottesco.
Come grotteschi sono un premier e un vicepremier che condannano un congresso patrocinato dal loro stesso governo, nella persona del ministro della famiglia e della disabilità (perché si parlerà anche di quello...) e approvato personalmente dall'altro vicepremier, nonché ministro dell'interno.
Facendo le capriole il sangue va alla testa!

 

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