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Non funzionava nemmeno con Giovenale PDF Stampa E-mail
Scritto da Giuseppe Spezzaferro internettuale.net   
Martedì 02 Aprile 2019 00:03


Saper riconoscere le battaglie perse per poter vincere la guerra

Al Congresso mondiale delle famiglie, hanno straparlato a proposito della famiglia composta da uomo, donna e figli. Attaccare la lobby lgbt (lesbiche-gay-bisessuali-transgender), che fa filtrare dappertutto il “messaggio” per cui sceneggiati tv, film, libri etc. sono affollati da relazioni e amplessi lgbt, è l’ovvio obiettivo di chi difende lo stato naturale delle cose. È vero che l’interpretazione lgtb della natura tende a negare che esistano cose innaturali, contro natura, fuori della natura, ma alla base c’è il fatto che se Adamo ed Eva fossero stati lgbt il genere umano sarebbe morto con loro.
Di interventi degni di menzione per profondità di pensiero e cultura digerita, non ce ne sono stati. Ha piuttosto campeggiato il luogocomunismo ed una propensione a saccheggiare il sito web wikipedia. Matteo Salvini e Giorgia Meloni, per esempio, hanno fatto affidamento su gostwriter di scarso livello: entrambi hanno citato due frasi di Chesterton, scrittore inglese a cavallo del Novecento. Eccole: «Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade verranno sguainate per dimostrare che le foglie son verdi d’estate». In effetti, tocca combattere per riaffermare l’ordine naturale delle cose.


Ciò che i suggeritori dei due leader non hanno compreso è che la battaglia è stata già persa su quel fronte. Lo scontro con il potere lgbt non va condotto su ciò che è naturale, bensì su ciò che è legale, e perciò i legislatori devono soltanto stare attenti a non far passare provvedimenti-cavallo di Troia. Non va dimenticato, tanto per dirne una, che la lobby pedofila in Olanda è talmente forte da essere riuscita a far approdare proposte di legge e provvedimenti che hanno legalizzato la loro malattia/vizio.
Una citazione la faccio anch’io. Il poeta romano Giovenale (tra il primo e il secondo secolo dopo Cristo) lanciò grandi invettive contro la diffusione di omosessuali e la moda dei matrimoni tra di loro. Scrisse nella Satira II: «…gran festa dei convitati e già la sposina novella è seduta in grembo al marito…. Inorridiresti di più al vedere una donna partorire un vitello… penseresti a qualcosa di più mostruoso?… Aspetta ancora un pochino e vedrai: queste cose si faranno alla luce del sole e le si dovranno pure registrare. Per ora un gran tormento grava su queste spose: non poter generare e col parto vincolare i mariti. Ma è meglio così: la natura, alle voglie non concede diritti sul corpo» (il grassetto è mio; la Satira II merita di essere letta tutta).
Grazie ai progressi delle biotecnologie, anche i matrimoni lgbt saranno allietati da prole. Al momento, si accontentano di una legge che consenta loro di adottare bambini partoriti da donne normali (pardòn, non si può dire, c’è una legge che lo vieta; le virgolette dovrebbero salvarmi dall’accusa di essere reo di omofobia) donne “normali”, dunque.

 

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