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Il ventre molle comunista PDF Stampa E-mail
Scritto da Giancarlo Ferrara   
Mercoledì 22 Maggio 2019 01:10


L'Italia eterna cavia di guerra civile e strategia della tensione

L’Italia è a suo modo l’ultimo paese ex-comunista che non ha ancora liquidato la nomenklatura che dagli anni sessanta ha occupato lo Stato in tutti suoi gangli vitali: istruzione, magistratura, servizi, giornalismo e media, organizzazioni parallele di massa.
Anzi, tutto questo mondo si è abilmente riciclato nel PD e partitini  della sinistra satellite, convertendosi dalla lotta di classe a supporto dell’oligarchia mondialista, in tandem con la benedizione di ambienti statunitensi vicini al duo Obama-Soros di impianto culturale neotrotzkista.
Anche in Vaticano,questa lobby d’oltreoceano ha imposto Bergoglio nel 2013, obbligando Benedetto XVI  a fare un passo indietro ed  accelerando un percorso “cattotrotzkista” che fa tanto breccia, soprattutto tra i non credenti ed i media.
Oggi che il quadro internazionale è mutato e che Trump ed i neocon sono al Governo negli USA, non al Potere ma al Governo, si badi bene, l’equilibrio tra le due fazioni imperiali è molto teso e le Province dell’Impero, l’Italia in primis, ne sperimentano le nefaste conseguenze.
La nomenklatura piccista che in Italia ha fatto il bello e il cattivo tempo, prima insieme alla DC, travolta da Tangentopoli, poi con Forza Italia, grazie al ridimensionamento di Berlusconi, attaccato e ricattato dopo l’exploit del 1994, si sente oggi minacciata dalla Lega di Salvini e dai “sovranisti”, perché ha capito che l’egemonia ed i conseguenti privilegi si potrebbero attenuare o ridimensionare di brutto.
Questo porta al solito giochetto, così pagante ogniqualvolta la sinistra italiana si sente in difficolta: rispolverare l’antifascismo, attaccare Salvini quasi fosse la moderna riedizione del Duce e fargli terra bruciata intorno con un’opera di criminalizzazione già sperimentata con Berlusconi a suo tempo.
Le formazioni della destra radicale in questo gioco sono attaccate per procura, il bersaglio grosso è Salvini ed il campo neotrumpiano che in Italia è rappresentato dalla Lega ed in Europa da diversi partiti sovranisti, i quali dovrebbero, nei piani di Trump, contenere ed indirizzare  le future dinamiche europee, in senso favorevole ai progetti di Steve Bannon e compagnia.
Il gioco è sporco e si consuma su diversi livelli: negli USA con le due fazioni in lotta per l’egemonia interna; in Vaticano dove la fronda del Cardinal Burke, sodale del citato Bannon, si rafforza per la resa dei conti con il “descamisado” Bergoglio a livello europeo, dove la sinistra  perde terreno a vantaggio di popolari e sovranisti e da ultimo in Italia, ultimo paese dell’Est, dove l’apparatnik di sinistra vede minacciato i propri privilegi e cerca con l’ausilio dei “trotzkisti” pentastellati di ritornare in sella al Governo.
Il problema è che in questo guazzabuglio non sarebbe la prima volta che l’Italia, anello debole della catena in Europa, assumesse, suo malgrado, la funzione di “camera di compensazione” di tensioni internazionali e di spinte eguali e contrarie al processo di unificazione europea, da parte chi potrebbe sfruttare una nostra triste propensione: quella alla guerra civile ed intestina.
I segnali dello scollamento di uno Stato, sempre più debole e disarticolato, sono evidenti, con buona pace di una Costituzione ormai obsoleta e che ha favorito la parcellizzazione dei poteri, in omaggio alla logica ciellenista di chi l’ha voluta nel 1948, ma che oggi produce solo retoriche e strumentali dichiarazioni di difesa proprio da parte di chi ne viola costantemente i dettami.
Vi è inoltre da considerare un drammatico scollamento del tessuto sociale e politico che favorisce una “polarizzazione “ dello scontro politico, vista l’incapacità delle classi dirigenti di dare una prospettiva storica a questo Paese e la deriva di un Sud Italia ormai completamente fuori controllo sul piano sociale.
Terzo va considerato l’analfabetismo ideale e culturale di  parte delle giovani generazioni, grazie ad una memoria storica partigiana, monopolio della sinistra pedadogica, che non può non portare ad esiti tribali e drammatici.
La partita è drammaticamente aperta e le conseguenze dello scontro politico in atto in Italia sono al momento unìincognita: si può affermare oggettivamente che la nomenklatura neotrotzkista è pronta a pericolosi salti nel buio pur di non soccombere, sperando che qualcuno Oltreoceano, o anche in Europa, non trovi conveniente accendere ancora una volta il detonatore Italiano.


 

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