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Controguerriglia culturale PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco Malaguti   
Lunedì 17 Giugno 2019 00:53


Su tutti i fronti

Noi siamo Europei, ragion per cui siamo chiamati ad una risposta e ad una controguerriglia culturale su tutti i fronti. Nel campo ideologico ciò si esplicita così: guerra totale, in egual misura e ferocia, al liberalismo apolide federalista, espressione piena del supporto politico all'ideologia economica liberista propalatrice delle più palesi brutture sociali; alla alt-right di importazione anglosassone il cui obbiettivo economico è la perpetuazione del liberismo ed il cui obbiettivo geopolitico è la castrazione delle ambizioni di egemonia dell'Europa sul resto del globo; al rosso-brunismo ed al nazional-bolscevismo, araldi di una pericolosa scalata ideologica ai rimasugli della destra identitaria europea, introducendo al suo interno temi ad essa estranei quale il solidarismo ecumenico, l'egualitarismo politico e l'idolatria del lavoro come forza motrice dialettica della storia, nonchè l'assurda statolatria assistenzialista che vizia i popoli fino a renderli inabili a qualsiasi anelito al bello ed al sacrificio.

Per l'estrinsecazione della Wille zur Macht geopolitica dell'Europa sono da contrastare tutti gli schieramenti cui sopra dandosi come obbiettivi principali:

1- La distruzione di ogni velleità Intermarium, che separa la Kerneuropa dalle immense potenzialità del territorio russo, col quale il rapporto deve essere assolutamente paritario, ovvero nè di colonialismo fuori tempo massimo nè di imbelle attesa messianica di una liberazione che non avverrà.

2- Il bilanciamento della marginalizzazione geografica di alcune nazioni europee (principalmente Francia e paesi iberici) lasciando sfogare la forza centrifuga nei confronti di realtà terzomondiali sulle quali possa erompere la spinta colonizzatrice (in campo militare, politico ed economico), delle nazioni interessate.

3- Il rifiuto dell'idea dell'autarchia di Behemot, portando l'attacco nel cuore del Leviatano, sviluppando una politica aggressiva e imperialistica nei vari spazi oceanici a grande concentrazione di ricchezza economica, in modo da poter strangolare qualsiasi nemico dell'Europa (in primis Stati Uniti e Cina) al momento opportuno.

4- Il blocco sistematico di ogni accesso all'Europa da parte di immigrati e altri indesiderabili coniugato alla guerra assoluta ad ogni forma di solidarismo con paesi non europei (in special modo se musulmani o obbedienti a varie forme di "socialismo"), onde evitare di generare forme di solidarismo che andrebbero a sterilizzare le spinte centrifughe di cui sopra.

La Contro-guerra rivoluzionaria è appena cominciata. L'Europa è volontà, non più passività.

 

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