La Riconquista nella città del Cid Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Lunedì 17 Giugno 2019 10:06


Un incontro europeo speciale sabato scorso in Valencia

Chi mi conosce, e anche chi mi legge, sa perfettamente che vado molto cauto nei giudizi e che il bicchiere per me è sempre mezzo vuoto.
Questa volta faccio un'eccezione. All'Ateneo Mercantil di Valencia, nella piazza del Municipio, sabato scorso, 15 giugno, abbiamo tenuto l'incontro Noi siamo l'Europa.
Lo spirito giusto, l'anima giusta, il comportamento umano giusto, come raramente si vede ormai.
Non meno di centotrenta persone hanno partecipato a questo appuntamento elitario.

Gli interventi di Alexander Markovics (Istituto Suworow, Austria), Kamil Gil (Terza Via, Polonia), Vincent Vauclin (Dissidence Française, Francia) e Irene Dimopoulos Papas (Empros / Alba Dorata – Grecia) sono stati notevolissimi perché hanno unito, in pochi minuti, analisi, riflessione, bilancio delle attività in corso e prospettive concrete, nazione per nazione e, insieme, in Europa.
L'idea che ci piace – quando s'indossa la veste dell'intellettuale - è quella dell'intellettuale organico: ovvero del pensiero che anticipa, accompagna, modifica l'azione e si rinnova in ottica strategica.
Ascoltare questi interventi dopo neanche quattro anni di azione svolta in quella direzione, privi di mezzi, circondati dallo scetticismo generale, dalle gelosie, dalle invidie e dalla mediocrità, mi ha addirittura sorpreso. Di quanto e di come si sia marciato non mi ero ancora reso conto.

Dopo gli interventi europei è stato proiettato un video con Jean-Marie Le Pen destinato a questo appuntamento.
Si è quindi tenuto un dibattito sull'Europa nel quale José Alsina, di cultura politica notevole, ha posto domande a me e a Rafael Ripoll, militante politico, consigliere uscente di Alcalà de Henares.
Ripoll ha tenuto la posizione euroscettica (fuori dalla Ue, ritorno alla peseta), io l'opzione contraria.
Il dibattito è stato civilissimo. La cosa più rilevante è che Rafael Ripoll mi ha detto in seguito che gli avevo aperto nuove prospettive a cui non aveva mai pensato, ringraziandomi.
Non è tanto importante se finirà anch'egli con il confluire nelle posizioni del nazionalismo rivoluzionario europeo, lo è che sia animato da questa mentalità. Una mentalità umile e fertile che promette, o perlomeno permette, nuove sintesi e dinamiche.

In seguito mi sono commosso quando Juan Antonio Lopez Larrea mi ha consegnato il braccialetto di presidente d'onore dell'Associazione in Memoria di Juan Ignacio.
Juan Ignacio era il suo capo, assassinato nel dicembre 1980 da agenti dei servizi speciali. Juan è rimasto sempre fedele al suo ricordo e a quell'impegno, per il quale ha scontato anche qualche anno di prigione. Quello che mi ha concesso non si può definire un onore perché è molto, molto di più.

In serata abbiamo infine confrontato i progressi per la compilazione di un manifesto europeo già in lavoro che non sarà soltanto ideologico ma conterrà degli obiettivi concreti di azione e che contiamo di poter concludere nell'appuntamento in Provenza dal 25 al 28 luglio, appuntamento che assume ogni giorno di più un'importanza significativa e al quale ricordo che è concesso partecipare.
Sbrigatevi a contattarci!