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Tra Soros e Trump PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 03 Luglio 2019 11:34


Le terrificanti nomine ai vertici UE

 

Trentotto giorni fa, la sera delle elezioni europee, scrissi che il risultato era stato un disastro e che il solo vincitore era Soros.
Le attuali nomine delle rappresentanti del polo francotedesco in rosa lo confermano.
Prima di spiegarlo, vista l'aria che tira in epoca di meningite democratica, chiarisco che il problema è il sistema: non il sistema della UE ma la democrazia liberale d'ideologia comunista.
Non che, se assumesse un'altra ideologia, avremmo risolto chissà che cosa.
Nel fare i distinguo che seguono è quindi bene che si sappia che allegoricamente, in un mondo, parallelo, passerebbero tutti sotto il plotone d'esecuzione.
Poiché non viviamo in un mondo parallelo ma in questo, è opportuno comprendere le lotte intestine al sistema e coglierne gli aspetti potenzialmente benefici.

CFR
Gli aspetti potenzialmente benefici delle lotte intestine sono quelli che spaventano le superpotenze, e in particolare gli americani e gli inglesi, che si ha il torto di sottovalutare.
La cosa che più teme il CFR, ovvero la centrale che determina la politica estera americana e di fatto quella mondiale, esso lo dice chiaramente: un'intesa germanorussa e, soprattutto, l'iniziativa tedesca.
Circa tre anni fa questo consesso di potenti chiarì la sua strategia: isolare la Germania portandole attacchi da Inghilterra, Francia, Polonia e Italia. È puntualmente avvenuto con qualche eccezione italiana a causa del braccio di ferro che ci vede impegnati con Parigi.
L'elezione della Lagarde rientra in quest'ottica. Perché parliamo di una esecutrice spietata e fanatica delle decisioni mondialiste. Non a caso presiede l'Fmi avendo sostituito quel Strauss-Kahn a cui si fece pagare salatissimo il sostegno all'Euro nella sfida al Dollaro.
Questa strangolatrice della Grecia metterà probabilmente fine alla politica di mediazione di Draghi e si porrà di traverso (finanza contro industria) alla politica di reindustrializzazione europea promossa da Berlino.
Si noti che, una volta di più, la BCE (di cui è socia ancora la Banca d'Inghilterra) comprova che nel suo seno la Germania è minoritaria.
L'ascesa della protestante tedesca alla guida della Commissione Europea, lungi dall'essere il sugello di un asse franco-tedesco (che sostanzialmente è l'unico possibile se in Mitteleuropa e nel Mediterraneo si continua a ciulare nel manico) potrebbe essere un contentino, un calmierato per accontentare chi è sulla difensiva.
Sempre che – come costantemente accade – la delfina della Merkel non la tradisca bellamente.

Soros e Trump
Soros quindi gode. E con lui il suo rivale – ma congeniale – Donald Trump. Il quale, da buon americano, odia l'Europa non solo perché ne teme il risveglio ma perché è in perenne rivolta contro i suoi antenati e contro la civiltà.
Scrivevamo trentasette giorni fa che era partita la corsa tra la Merkel e Macron per chi imponesse la sua influenza nella UE. Dopo avere lungamente insultato l'inquilino dell'Eliseo, ultimamente Trump, forse per fedeltà al CFR, ha cominciato a rivalutarlo e ha chiesto agli italiani di sostenerlo contro i tedeschi. Dall'indomani Moscovici ha cambiato i toni a proposito della nostra infrazione.
E Big Brother nelle vesti di Big Sister, gode.
È tempo davvero di creare la classe dirigente rivoluzionaria per il partito degli europei!

 

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