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Pd quinta colonna PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 05 Luglio 2019 00:41

Un soggetto pericoloso

Il Pd, che molti avevano dato per morto, resta la cinghia di trasmissione dell'Anti-Stato e del partito sovversivo internazionalista.
Lo si è visto sulla Sea Watch dove i suoi deputati hanno partecipato alla violazione delle leggi e dei confini con il sostegno della Magistratura rossa e del ministro della difesa, Trenta, che si è rifiutata di ordinare alla Marina di bloccare la nave e si è rivelata oggettivamente molto più responsabile dello sbarco di quanto lo sia la stessa capitano Carola.
La Trenta non appartiene al Pd, è un'indipendente in quota 5 Stelle, ed è servizievole nei confronti degli americani. Lo si è visto anche nella scelta del ballo, il boogie woogie (quello dell'occupazione della nostra terra), con cui in maggio ha animato un disgustoso trenino di allievi a Lourdes oltraggiando il decoro delle Forze Armate.

Il Pd non è il solo terminale della strategia sovversiva ma sta messo particolarmente bene in questo compito. La controffensiva americana nella Ue che ha prodotto ai vertici solo nomine allineate al verme della Grande Mela, fa affidamento su un esponente Pd, David Sassoli, alla presidenza del Parlamento Europeo. Una carica apparentemente insignificante ma che apre molte strade sul piano diplomatico e commerciale e ha un peso interno, proprio ora che nella Ue non vi è più tanto entusiasmo sull'immigrazione.
Il Pd è schierato su tutta la linea per la sovversione (immigrazione, gender, ius soli, leggi orwelliane).
Ultimamente si è trovato a dover fronteggiare lo scandalo dei bambini di Bibbiano.
Il Pd starà pure perdendo le elezioni ovunque ma non è morto e fa quadrato in nome e per conto di tutte le forze che si trovano dietro di esso.

I ragazzi di Azione Frontale stanno pressando mediaticamente il Pd senza dargli tregua. Altri, come il Foro 753, hanno fatto seguito.
Qualcuno ha messo online una petizione per domandare il suo scioglimento.
Visto che si tratta di un partito che richiede spesso lo scioglimento altrui e con motivazioni molto più leggere e pretestuose, quella firma, almeno come provocazione, ci sta tutta. Io ho firmato.
Ma soprattutto ci sta l'allarme. All'interno del catalizzatore Pd, ma anche intorno ad esso, nello “Stato profondo”, nei ministeri-chiave degli alleati della Lega, il potere è nelle mani degli amici di Soros. Non ci si può limitare a contrastarli con il consenso elettorale, servono lucidità, combattività, metodo e freddezza affinché il confronto diventi scientifico.

 

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