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Tramonto sull'Egeo PDF Stampa E-mail
Scritto da noreporter   
Lunedì 08 Luglio 2019 14:31


La disfatta generale del popolo greco

La Grecia volta pagina.
Tsipras ha svolto il suo compito di ammortizzatore sociale mentre i memorandum continuavano a spremere gli elleni vitando d'intaccare eccessivamente la massa di cittadini in spesa passiva (la Grecia è il solo Paese non “comunista” ad avere in proporzione più parassiti pubblici dell'Italia) e senza modificare la Costituzione che mantiene gli armatori al di sopra del fisco.
È passata la destra. Al di là dei toni e dei proclami va ricordato che si tratta della medesima formazione che venne sbaragliata quattro anni fa dalla sinistra Syriza perché era la più accanita sostenitrice dell'austerity e della macelleria sociale.

Alle estreme cambia tutto.
I comunisti che avevano fatto da mazzieri in difesa del Parlamento assalito dalla folla affamata, dopo anni hanno recuperato voti e tornano con una pattuglia nutrita (quattordici) al suo interno.
Il voto di estrema destra è stato diviso in due. Ma Alba Dorata, con il 2,9% sfiora il quorum mentre il suo neonato avversario Soluzione Greca, con il 3,7% elegge dieci deputati.
A favore di questo partito, conservatore e non socialrivoluzionario, una sorta di Vox dell'Egeo insomma, ha giocato la mobilitazione contro la “Macedonia del Nord” nonché i lauti mezzi propagandistici di cui godeva.
Alba Dorata paga un certo immobilismo, dovuto in gran parte al processo in corso che ne prosciuga le energie e ai fondi bloccati in attesa della sentenza che le ha tolto la benzina.

Una volta di più, dal 26 maggio scorso, le urne stanno respingendo quasi ovunque la protesta popolare.
Muta il destino di chi la incarna. Alle altre si concede cittadinanza e respiro ma  alle formazioni che non accettano la linea filo-israeliana e filo-britannica non si concede mai nulla.

 

Noreporter
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