Fronte al nuovo governo IV. Antifascismo Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 29 Agosto 2019 16:44


Avremo infine capito che

La democrazia funziona così
È la maschera delle oligarchie, è una tecnica perfetta per dividere il popolo, per stemperare gli entusiasmi e le passioni e far sì che tutto marcisca.
Il che non significa che nel cerimoniale democratico non esistano spazi da prendere, punti d'appoggio su cui far sapientemente leva, ma se si crede nella democrazia si finisce sempre con il culo per aria. A meno di crederci esclusivamente per fare carriera.

Non è mai esistita un'età dell'oro della democrazia
Non c'è stato un cattivo che all'improvviso ci ha scippato la sovranità, ha paralizzato il lavoro, l'economia. Non c'è nessun elemento (Euro, Bce, Ue) rimosso il quale si tornerebbe a stare bene.
Il problema è sistemico. Non è Bruxelles che ha creato il sistema, ma è il sistema che ha plasmato a suo modo Bruxelles, come tutto il resto.
Se non si contrappone una Cosmovisione al capitalismo e alla democrazia (e logicamente al comunismo che del capitalismo è l'anima e che dalla democrazia prende la propria anima), è del tutto inutile, idiota, impotente, irrilevante, inverecondo, prendersela con Bruxelles.
Soprattutto se intanto si tifa per Londra, per Washington e/o per Tel Aviv.
E se, così facendo, si dimentica la nostra missione storica, la nostra eredità storica, che è quella di fare veramente l'Europa.

L'antifascismo imperverserà e sarà dura
Ma questo ci costringerà a uscire dalla farsa, dalla messinscena, dalla passerella, dal narcisismo, dai selfies, dai fascio-pride, dal come mi piaccio, dal come sono invincibile.
E, mi auguro, ci costringerà anche a smetterla di giocare alla Caritas, di voler dimostrare che siamo accettabili e bravi ragazzi, solo un po' eccentrici, sempre pronti a prendere le distanze conclamate (o ribadite con il silenzio furbo e scivoloso) da tutto quanto ci rende impresentabili, tranne l'aggettivo senza il quale non sapremmo più come definirci.
Pretendere che poi si passi addirittura a ragionare per realizzare una vera presenza politica (non scenica) che di fatto manca da quattro decenni, o forse addirittura da cinque, non sarebbe male.
Prima però si passerà per le vie dell'inferno, perché ce la siamo voluta.

Scriveva Céline in Viaggio al termine della notte. “Perché nel cervello d’un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli”.
Stavolta c'è rischio che si cominci a pensare.