Fronte al nuovo governo I. La crisi Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 29 Agosto 2019 16:54


Per piacere non diamo i numeri perché ci perdiamo solo noi, almeno in intelligenza

Salvini è andato da solo contro un muro
E, come ha scritto qualcuno, lo ha fatto mentre era nel parcheggio! Impensabile che s'illudesse che i deputati avrebbero scelto di andarsene a casa senza pensione e buonuscita e con la maggioranza di loro sicura di non venire rieletta.
È perfino inutile chiedersi se qualcuno lo abbia ingannato promettendogli sostegni che gli ha fatto poi mancare o se lo abbiano obbligato.

Ora si appella al complotto di Bruxelles
Ma l'attore principale della crisi è stato lui, gli altri hanno giocato di rimessa.
Che il governo rosso e giallo - che mischiato dà l'arancione... - sia il frutto di una concertazione di potentati, di centri di potere, di logge nazionali e internazionali, non solo è palese ma è conclamato (discorso di Conte, blog di Grillo, endorsment Giustizia e Libertà ecc).
Ma questo avviene dopo, non prima.

Aquisgrana
Salvini sarebbe oggi la vittima dell'alleanza francotedesca. Però Conte ha ricevuto anche il placet di Trump. Quest'ultimo gioca sempre nello stesso modo: prima alza la tensione e poi tratta. Con la Ue, in via di unificazione accelerata, ha raggiunto un compromesso che si evidenzia dalle nomine in Commissione. Peraltro il partner che predilige è Macron: i sovranisti non gli servono più come un anno fa. E non dimentichiamoci che fu una telefonata americana a far cambiare a Mattarella l'idea su Cottarelli per accettare i gialloverdi.