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La sconfitta riesuma il complotto PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 30 Agosto 2019 17:15


Quelli che vedono i centri occulti ovunque ma non sanno neppure cosa sono

 

È un coro univoco a sentimenti contrapposti: il governo 5S-Pd è frutto della volontà dei poteri forti. Giannini (Repubblica) ha sostenuto che serve un governo che non minacci l'ordine mondiale (niente di meno!) con la presenza pericolosa di Salvini.
Quest'ultimo sostiene che il governo in fieri lo hanno deciso Parigi, Bruxelles e Berlino. Dimentica che è stato innescato da lui a Papeete beach.
Uno strano Grande Fratello. Per imporre un esecutivo "voluto dal governo dell'ordine mondiale" ha usato come un kamikaze il ministro che voleva rimuovere. Chapeau! Poi di colpo i maggiordomi indicati litigano tra loro invece di inquadrarsi. Pietà! Non è che stiamo sottovalutando il circo nostrano?

Torniamo dunque ai fondamentali
che la spettacolarizzazione della dietrologia ha sconvolto in modo significativo, con opinionisti ammiccanti che hanno disegnato teoremi e schemi approssimati e distorti. Gente che solitamente ha poca memoria, poca conoscenza, poca intelligenza, poca profondità di sguardi. Che è strabica nelle analisi, perché scorge sempre i poteri forti dietro quello che non ama, ma non li nota mai quando sostiene quello che predilige (tipo la nascita del gialloverde). Apprendisti stregoni che tra l'altro immaginano che dietro le quinte ci sia esattamente il doppio di quel che si vede, come fosse tutto un inutile teatrino, anziché la prova della pluridimensionalità del grande inganno che funziona: la democrazia. Più credono di vedere le cose, meno le vedono, quanto più stilano analisi e propongono soluzioni politiche, tanto più le sbagliano.

Dietro le quinte che c'è?
1) Le strutture efficaci e solide che non sono mai soggette al giochino elettorale, ovvero i potentati dell'economia, della comunicazione, della strategia, in cui si articolano le classi dirigenti. “Unite e scisse” secondo la perfetta definizione di Lenin, e non unite ma che fingono di litigare, come pretendono i complottisti sciocchini. Per i quali nulla si può fare mai, tranne poi sperare d'intaccare un potere superomistico facendogli il solletico con le elezioni e/o sfruttando liti nell'oligarchia mondiale (allora ci sono?)
2) Esistono poi gli organismi di gestione che si adeguano alla dinamica storica, con il moltiplicarsi (o l'accentrarsi a seconda delle condizioni) dei centri di potere internazionale, e con l'apertura di faglie su cui si dovrebbe ragionare e operare.
3) C'è peraltro una mistica: ovvero la “religione borghese”, che difficilmente può ergersi oltre il sensazionalismo massonico, sostenne Evola.
4) Infine ci sono almeno due soggetti (se non è uno solo a due piani): la minoranza sovversiva e terroristica che produce strappi di sangue, di borsa, di traffici umani. E poi la chiesa animata da una mistica transumanistica che spesso si vuole satanista e sempre cosmopolita ed eletta.
Si tratta, comunque, di una minoranza sovversiva all'interno delle componenti dell'ordine mondiale. Una minoranza cui non se n'è più opposta un'altra da 74 anni in qua. Ovvio che avanzi.
Questo c'è dietro le quinte, al di là della commedia.
Ma bisogna saperlo identificare, interpretare, per conoscere il terreno, non per raffigurarselo in modo rozzo e incapacitante.

Bruxelles, Bruxelles
Quelli che Salvini è stato rovesciato da Bruxelles, quelli che confondono i poteri forti con alcuni centri di potere internazionale, che sono peraltro i meno solidi e che per giunta più mettono a rischio gli equilibri imperialistici, stanno ciulando nel manico, insistono nello sparare slogan che servono soltanto a ridurre il raggio di azione e di consensi in quanto predicano soltanto ai già convinti e allontanano quelli che hanno sale in zucca. Così disertano l'impegno concreto, si arroccano nel vittimismo sensazionalista e nell'ignavia dei saccenti. Saccenti ignoranti!
Chi retrocede in questi atteggiamenti psicopolitici che proprio Salvini abbandonò nel 2017, riuscendo così a darsi un formidabile ruolo attivo, è imperdonabile.

Nazionalismo e Globalismo
Se poi qualcuno ci torna a riesumare il sovranismo provinciale, il “nazionalismo contro il globalismo”, dovrà capirla, finalmente, che il globalismo si combatte solo con un nazionalismo rivoluzionario che abbia un ancoraggio di sangue e civiltà e una dimensione continentale. E si scordi che questa necessità storica sia stata determinata da Bruxelles, che ne è stata invece una conseguenza.
Tra l'altro prima ancora, prima della caduta del Muro, prima della nascita della Ue, lo scontro era tra blocchi ed era internazionalista ovunque. I nazionalismi venivano impugnati giusto nel Terzo Mondo per veicolare le rivoluzioni comuniste.
Si sappia che la classe dominante è internazionale ed internazionalista da secoli, in modo particolare da cento anni in qua. Un'altra classe dominante fu sul punto di cambiare le carte in tavola e lo fece creando un'Internazionale dei nazionalisti con un forte ancoraggio europeo. Di lì e non da altro si deve ripartire. Con realismo rivoluzionario, illuminato da una dietrologia ben fatta e non quella dei Maghi Otelma della destra reazionaria dell'ultimo ventennio.


Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Agosto 2019 18:10
 

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