Mal di destra Stampa
Scritto da Adriano Segatori   
Mercoledì 25 Settembre 2019 00:02


La sua distorsione mentale

Marco Gervasoni epurato dai liberals perché non allineato al pensiero dominante, Marcello Foa - con il quale ho avuto l’onore di partecipare ad un evento dedicato ad Oriana Fallaci - in fase di rimozione perché inopportuno alla nuova maggioranza radical-chic, Giuseppe Conte invitato a parlare alla festa di Atreju e Giorgia Meloni bacia Delrio.
Qualcosa non torna o, meglio, ritorna al passato questa manfrina della buona educazione e dell’accettazione cortese del cosiddetto rivale politico.
Ritorna al tempo in cui il grande e stimato amico Marco Tarchi invitava agli incontri, ad esempio, Cacciari, per dimostrare la disponibilità al dialogo e all’apertura intellettuale. Il nostro gruppo criticò questa operazione da “salotto buono”, perché unilaterale, provocatoria e manipolativa dalla parte avversa.
La sinistra si è sempre disinteressata a questa disponibilità. La sinistra, quado va al potere, condanna, elimina e sostituisce. Punto.
La destra concilia, conversa, armonizza: è la caratteristica della mancanza di carattere, del sentimento di inferiorità, della predisposizione all’ossequio.
Un tempo nelle piazze gridavano “Sinistra vince perché spara”, e la destra ha continuato a belare.
Io starò sempre con Gervasoni e Foa, e nessuna mano testa a Conte, il bacio a Delrio, poi, lasciamo perdere.