Quelli che falliscono si nascondono dietro muri Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Venerdì 08 Novembre 2019 00:49


L'editoriale dell'ultimo Svegliati Europa

Trent'anni fa cadeva il Muro di Berlino. Era stato eretto nel 1961 dalle autorità della Germania comunista per frenare l'emorragia verso ovest. In soli dodici anni due milioni e mezzo di tedeschi erano fuggiti nella parte occidentale. Il muro, così affermarono quelli che lo eressero, era “antifascista” perché aveva la funzione di difendere la democrazia dalle manovre di questi ultimi.
Dietro un muro “antifascista” si arroccarono a difesa estrema del loro fallimento.
Oggi i muri antifascisti si sprecano, sui media, sul web, nel calcio, nella cultura, ovunque. Sono la prova palese del loro fallimento. Nella fase storica che attraversiamo possiamo registrare scollamenti e crisi di corrispondenza. Sempre più la fasce popolari produttive in Europa e in Occidente si dichiarano populiste o sovraniste e mettono in discussione i paradigmi e i dogmi dominanti. Le élites economiche e strategiche sono in piena trasformazione per adeguarsi alla nuova fase di multipolarismo asimmetrico e in diversi campi, dallo spaziale al militare, avanzano nella direzione giusta. Lo fanno, ovviamente, all'interno di un sistema capitalista e di un pensiero capitalista perché nessuno, neppure i populisti o i sovranisti, propongono per ora delle alternative.
Infine abbiamo le componenti dei funzionari, del deep state, del clientelismo, dell'associazionismo, quelle che per decenni hanno espresso la classe politica, mediatica, docente e degli anchor men.
Queste componenti sono completamente spiazzate, sia in alto (élites) che in basso (ceti produttivi) dall'evoluzione delle cose che attesta la totale inaffidabilità dei loro dogmi, dei loro valori e delle loro parole d'ordine. Così erigono muri antifascisti per difendere i propri fallimenti e illudendosi di tenere definitivamente separato il popolo dalle élites alle quali essi intendono continuare a fungere da ciambellani. Il nostro compito storico dovrebbe essere quello di travolgerli e di arrivare a incidere sulle élites, meglio ancora rinnovandole ed esprimendone di nuove, nella realizzazione di nuove strategie per il futuro, in una rinata comunità di destino.