Facciamo il salto di qualità? Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 21 Settembre 2017 01:55


Trasciniamo a forza i populismi da un ruolo subalterno a quello d'avanguardia

 

La sinistra intelligente per molti versi è scema e la destra intelligente è stupida per altri versi.
Le Rivoluzioni Nazionali furono la sintesi delle due intelligenze, i populismi sono per ora la sintesi delle due stupidità.
Il compito attuale è di strappare il populismo alla sua pochezza, ai suoi errori di valutazione e d'identificazione dei nemici, alle sue ricette utopiche e raffazzonate, alla sua profonda ignoranza dei meccanismi e delle dinamiche che denuncia genericamente anche in modo grossolano.
Anziché opporsi al Capitalismo rincorre sgangherati protezionismi bottegai. Sul campo internazionale, poi, oltre ad enfatizzare rivalità tra players che scambia allegramente per crociate di civiltà, accecato dagli odi locali e dalle misere stizze provinciali, tifa sempre per quelli che vogliono eliminare l'Europa in tutte le sue componenti dalle contese mondiali e così si ritrova a fare da sciuscià agli angloamericani, prendendosi magari per “sovranista”....

Servire l'Altro
C'è un mix di vacuità e di psicopatie di destra e di sinistra in questa devianza ignorante e suicida che rischia di neutralizzare la reazione populista che, se fosse invece guidata da qualcuno all'altezza, diventerebbe minacciosa per lo status quo. Viceversa, finché ripeterà i ritornelli dell'ignoranza sociologica, tecnologica, economica, storica e politica con cui farcisce i propri slogan, la fronda populista servirà soltanto a compattare il sistema nel suo insieme, rafforzando però le parti degli invasori proprio a svantaggio delle nostre possibili emancipazioni. Come è stato ampiamente dimostrato lo scorso maggio in Francia durante le presidenziali.

Nazione e Rivoluzione
Ogni nazionalista rivoluzionario che si rispetti, in qualsiasi angolo del mondo, ha sempre avuto a cuore due elementi essenziali: agire per rivoluzionare la propria patria e, al tempo stesso, combattere per essa a prescindere e non di certo sostenere il nemico perché la sovverta. Da Garibaldi ai peronisti tutti si sono sempre comportati come i fascisti. Tifare per la sconfitta europea solo perché non ci piacciono le sue istituzioni non è diverso da quello che avrebbe significato tifare per la sconfitta italiana nella Grande Guerra da parte dei nazional-conservatori (che invece partirono volontari) o da quello che significò fare i partigiani o i fiancheggiatori del CLN.
Tifare per l'ascesa europea d'altro canto non significa nel modo più assoluto smettere di combattere le sue dirigenze, così come fu il caso di Garibaldi e Mazzini nei confronti dei Savoia.

Beata ignoranza
C'è un'attenuante a questo tradimento oggettivo così diffuso tra i “populisti” ed è l'ignoranza di quello che realmente accade e di quali sono le forze in campo. Attenuante che si trasforma però in aggravante quando si pretende di non indagare perché si vuole che le cose siano così come le si urla. E in questo l'ottusità è la stessa della sinistra demagogica e trinariciuta d'antan: la sintesi nel “populismo” è stata fatta al contrario che nei fascismi e solo così si spiegano le formule becere evocate come le Frexit, le Italexit e quella Germanofobia che dovrebbe invece diventare Germanofilia per il suo compito storico attuale, ferma restando la battaglia che va condotta per un'altra Germania e per un'altra Europa che non può, in ogni caso, non avere la potenza tedesca come traino.

Eppure chi sa parla chiaro
Lo hanno capito bene gli altri. Lo ha capito il CFR, ovvero la lobby privata che detta da circa un secolo la politica americana, e quindi quella mondiale. Il CFR vede la Germania come il più serio pericolo per il monopolio americano, Trump lo ribadisce. Il G20, di cui i “populisti” hanno offerto una lettura tutta loro, lo ha confermato ulteriormente. E non è bello né intelligente ritrovare i “populisti” regolarmente con gli americani (e con gli inglesi e gli israeliani) contro gli europei.
C'è in atto nel mondo un fermento che è fatto di intrecci (la formula giusta è quella leninista di “scissione e unità” che significa tutte e due le cose contemporaneamente). Affronteremo nel dettaglio questi intrecci e le possibilità che comportano per i cambiamenti. Qui, in una sorta d'introduzione di quello che esamineremo domani, ci limitiamo a dire che se i leaders e i quadri “populisti” hanno deciso di non studiare e di non capire, quindi di abdicare a svolgere una funzione di autentica guida, non ci possiamo fare molto.
Se non possono però fare proprio a meno di comportarsi da faciloni, se la voglia di studiare e di confrontarsi in modo da acquisire spessore non salta certamente loro addosso, se si accontentano insomma di fare i predicatori, i sindacalisti del disagio e i cacciatori di voti, se, quindi, rinunciano ad ogni profondità strategica e a ogni volontà di potenza, cioè a farsi avanguardie rivoluzionarie, possono almeno fare la fatica di aggiustare il tiro per non essere più degli utili idioti del Nemico.

Non sprecare l'occasione
Perché è certamente un bene che alzino la voce sull'invasione migrante anche se poi, a provare a mitigarla intervengono componenti del sistema da un lato e squadristi creativi dall'altro (Defend Europe ad esempio) e non certo gli strilloni. È certamente un bene se ostacolano leggi liberticide o genocide (Fi_ano, Ius Soli), ma sarebbe ora che facessero un salto di qualità.
Se non sono in grado di farsi avanguardie che evitino, perlomeno, di sostenere le ragioni dell'Invasore nelle contese di sistema e di contrastare costantemente l'emancipazione europea che è invece un imperativo che abbiamo fin dalla vigilia della proclamazione della Repubblica Sociale e che è stata il significante primo di tutto il nostro lunghissimo dopoguerra. Si tratta di qualcosa di non accessorio od opinabile e a cui non intendiamo di certo rinunciare proprio adesso che rischia di diventare possibile solo perché l'estremismo di destra è diventato d'improvviso psicologicamente reazionario e incapace d'intendere. 
Profeti, leaders e intellettuali del “populismo” dovete maturare o farvi rimpiazzare perché non potete continuare a neutralizzare un potenziale che non si ripeterà facilmente in seguito quando sarà andato stupidamente sprecato.
Alla fine delle contese l'Europa vincerà lo stesso la sua battaglia, ma se voi continuerete ad agire da controrivoluzionari, lo farà da liberista senza più alternative e la colpa sarà tutta vostra.

Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Settembre 2017 08:40