Parigi crede di essere ancora Parigi Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 11 Dicembre 2019 01:10


Il braccio di ferro sui trasporti dimostra che le percezioni del tempo e dello spazio sono errate

Sono a Parigi dove tutto è paralizzato dallo sciopero dei trasporti contro la riforma delle pensioni.
Per coloro che ammirano la tenacia francese è necessario che sappiano che esiste un meccanismo particolare per il quale gli scioperanti sono pagati anche quando scioperano e questo rende loro la vita abbastanza facile.
Il braccio di ferro tra macronismo e sindacati è in un vicolo cieco. Il primo propone riforme strutturali secondo la logica manageriale e i criteri finanziari, incurante degli effetti sociali. D’altra parte ci troviamo nel classismo di ritorno.
Gli altri - non diversamente dai sovranisti - si ribellano in difesa dello statu quo, ignorando i punti essenziali del problema che sono: il crollo demografico europeo; la perdita di centralità europea; i nuovi assetti dei mercati a tempo e spazio zero; l’incontenibile concorrenza da parte delle economie emergenti e del loro costo del lavoro.

Se si tiene conto di tutto questo è possibile (e io direi auspicabile) rispondere alle riforme classiste e finanziariste dell’oligarchia, dal lavoro al Mes, con un serio progetto alternativo, perfino rivoluzionario, basato su dati concreti. O, come riserva, specialmente da parte dei sindacati, con proposizioni precise di aggiustamenti delle riforme.
Invece siamo in presenza di figure politiche e sindacali aggrappate ai propri privilegi che ignorano completamente il quadro in cui vivono (o che fingono d’ignorarlo) e che preferiscono agitare le piazze e i social in battaglie che non potranno mai essere vinte.
Bisogna battere quest’oligarchia ma per farlo bisogna fare piazza pulita delle attuali opposizioni di ogni genere o colore perché sono delle sinistre carnevalate.