In ritardo ma verso il futuro Stampa
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 08 Gennaio 2020 00:47


I travagli del sovranismo nell'editoriale di Svegliati Europa numero 29

Il 2019 si è chiuso con la svolta trumpiana sulla Cina che attesta il desiderio d'inaugurare un duopolio riducendo tutti gli altri players a medie o piccole potenze.
Registriamo frattanto i successi dell'influenza turca in Siria e in Libia e le difficoltà francesi nel Sahel mentre Pechino, per la Via della Seta, intende trattare separatamente con i partners europei.
L'Italia affonda a Venezia e capitola a Taranto.
La Brexit, fortemente voluta e sospinta dai poteri forti britannici, apre a incognite di ogni genere.
Sul piano dello spazio, dell'armamento e delle strategie geopolitiche, quantomeno teoriche, il capitalismo europeo ha intanto intrapreso una reazione attiva e prospettica.
Ma Washington e Londra non demordono e indirizzano in chiave atlantista le formazioni sovraniste e verdi a Bruxelles al fine di fare attrito alla nostra emancipazione dalla sudditanza.
Per fortuna, anche se con immenso ritardo, il sovranismo italiano inizia a ragionare in termini di sovranismo europeo. Lo ha fatto innanzitutto Salvini proponendo una nuova politica sull'immigrazione, lo ha ripetuto Giorgia Meloni nel proporre soluzioni alla nostra crisi siderurgica.
Tutto questo avviene ancora in modo superficiale e in colpevolissimo ritardo, ma è un buon segno.
Non esistendo più avanguardie politiche e poiché la destra radicale va ormai a rimorchio di tutti e si lascia incantare da qualunque sirena, purché alogena, bisogna sperare nella forza delle cose che trascina e orienta chi si barcamena. Non la sottovaluterei.