Il fuoco Stampa
Scritto da Andrea Marcigliano   
Giovedì 09 Gennaio 2020 00:43


E noi

Il fuoco. Poche cose hanno un impatto sulla nostra immaginazione come il fuoco. Evoca sensazioni primordiali, calore, ardore... Un caminetto acceso, in cui arde un ciocco ci dà il senso della casa, dell’intimità. Un senso di protezione. Forse evoca qualcosa di atavico, che continua a persistere sotto la soglia della nostra coscienza di uomini moderni. La grotta, la tenebra che la circonda gravida di minaccia. E, all’interno, pochi uomini accosciati intorno al fuoco...
Prometeo rubò il fuoco agli Dèi, e lo donò agli uomini. Pagò questo gesto con una condanna tremenda. Però diede inizio alla civiltà. Strappandoci dalle tenebre.
Forse anche per questo la religione Mazdea adorava Ahura Mazda nella forma del Fuoco. La fiamma che arde la materia. La consuma. E la trasforma in luce. Ed erano Magi, quindi seguaci di Zarathustra, maghi astronomi, quelli che, seguendo la Stella, giunsero da Oriente. E videro la Luce, purificata, splendere in un Bambino. E Magi erano quelli che curavano il Fuoco Sacro, nel meraviglioso tempio fra i monti del Caucaso, voluto da Cosroe il Grande. Secondo Franco Cardini, l’archetipo del Castello del Graal nella saga arturiana.
Le Vestali accudivano al Fuoco. E per questo dovevano essere vergini. Pure. Perché solo ciò che era Incontaminato poteva avvicinarsi alle fiamme. Ma dal Fuoco si manifestò Marte. Nel mito arcaico, sotto forma di una vampa, che penetrò nel ventre di Rea Silvia. Nacquero i Gemelli. E nacque Roma.
Catullo paragona la passione per Lesbia ad una fiamma che scorre, bruciante e sottile, in tutto il corpo. Da lì il Fuoco come metafora dell’amore. Del desiderio.
Potrebbero sembrare due usi alieni, lontanissimi, della stessa immagine. Il Fuoco Sacro che si eleva al Cielo. Le fiamme della passione che incendiano i sensi. Ma non è così. Sono la stessa metafora. Strettamente connesse. Inscindibili.
La spiegazione è, ancora una volta, celata in Dante.
Pensate all’architettura della Commedia. L’inferno, l’oscurità, il fuoco della dannazione che brucia in eterno le anime. Poi il Purgatorio, coloro che nelle fiamme son contenti perché sperano... Il fuoco che purifica. E infine il Paradiso. Il trionfo della Luce. Ciò che resta dopo che il fuoco ha consumato, e purificato, tutta la materia inferiore. La beatitudine. In sintesi, le tre fasi dell’Opera, che trasmuta il piombo in oro.
Ma la Commedia è anche, anzi in primo luogo, il Poema del Desiderio. Di Dante per Beatrice.
L’ardore dei sensi che viene sublimato. Che si fa poesia altissima. Conoscenza. Esperienza spirituale. E infine riconquista dell’Eden.
Pensieri sparsi, certo. Pensieri di una sera di inverno profondo, quando ormai le ultime luci del Natale si stanno spegnendo... Pensieri che sorgono guardando le fiamme di un caminetto. E magari pensando, o ricordando, altre fiamme...