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Non hanno alcuna intezione d'identificare i mandanti PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi x adnkronos   
Venerdì 14 Febbraio 2020 00:40


Intervista sulla nuova pista bolognese

"straordinario come si continui a ragionare su attentato evitando di mettere in risalto la connessione con Ustica"

Strage Bologna, l'ex di Terza Posizione, 'nuova inchiesta? Veri depistatori depennati da lista'


"Trovo quanto meno straordinario come si continui a ragionare sulla strage evitando di mettere in risalto la connessione con Ustica, il quadro internazionale e il nostro sostegno al nucleare iracheno che furono verosimilmente le cause scatenanti sia dell'abbattimento del Dc-9 che della strage di Bologna". A parlare all'Adnkronos è Gabriele Adinolfi, fondatore, con Roberto Fiore e Peppe Dimitri, di Terza Posizione, l'organizzazione extraparlamentare che finì nel mirino della magistratura subito dopo l'attentato del 2 agosto 1980. Gli stessi Fiore e Adinolfi, insieme a decine di esponenti del movimento, furono destinatari in quell'occasione di mandati di cattura a cui si sottrassero espatriando in Gran Bretagna.

"Se sono contento della nuova inchiesta? Lo sarei se non fossero stati depennati dalla lista tutti quelli che ebbero un ruolo riconosciuto e comprovato negli inquinamenti e nei depistaggi", aggiunge Adinolfi, che ricorda di essere stato "oggetto di ben tre tentativi d'incriminazione da parte dei servizi segreti deviati per la strage di Bologna".

"L'idea che mi sono fatto - aggiunge - è che tutte le parti politiche coinvolte nella strategia della tensione e nello stragismo abbiano deciso di non farsi male a vicenda. Per nascondere le rispettive responsabilità si sfidano sulla verità storica di comodo da lasciare ai posteri, ma fanno bene attenzione a non coinvolgere chi effettivamente partecipò a quei misfatti". "La verità, però - ne è sicuro Adinolfi - può ancora venir fuori. E ritengo di avere contribuito ampiamente a farla progredire con il mio ultimo libro, 'Orchestra rossa'".

 

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