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La gazzarra fatela sui morti vostri PDF Stampa E-mail
Scritto da Ascia   
Martedì 18 Febbraio 2020 01:05


Raimo e Veltroni: lasciate perdere!

 

Sorprende.
Anzi, no.
Si parla della boutade del "Signor" Christian Raimo, che per pubblicizzare uno suo articolo su un sito online, tale Jacobin Italia, arriva solamente a buttare fango sui morti. Sorprende perchè il Personaggio in questione è un baldo ragazzo del '75, che, soprattutto, fa l'Insegnante. A tempo pieno, invece, pare rappresentare il continuo odio fazioso ed indecente per l'avversario. Insegna, ma non conosce la Storia. Almeno speriamo, perchè altrimenti si tratterebbe davvero di cattiva fede. E non sorprenderebbe neppure quella.
Il Suo articolo del 17/2/2020, su Jacobin Italia, "I cuori nerissimi di Walter Veltroni", ripropone una versione stanca, trita, ritrita di una Estrema Sinistra che tenta di legittimarsi di fronte a qualsiasi azione infame abbia compiuto:
"La storia di Ramelli è nota a chiunque conosca un pò delle vicende politiche degli ultimi quarant'anni. Ramelli dal suo funerale è diventato, anche suo malgrado,  un'icona dell'antifascismo"

Quell'intercalare "anche suo malgrado" ci fa comprendere che il Professore fosse stretto prossimo a Sergio Ramelli, altrimenti, ci spieghi, il comico, quale sottointeso abbia voluto celare, oppure inizi a scusarsi per un'affermazione volta solo a buttare fango su una vittima massacrata a colpi di chiavi inglesi.
"Lla sua storia è quella di un camerata martire, al quale ogni anno a Milano migliaria di militanti (...) , vanno a rendere omaggio, con il saluto romano e il "Presente!" urlato tre volte."

consigliamo vivamente al Professore di dare lettura alle recentissime sentenze della Cassazione del 1957 e del 1958 che hanno decretato come non tutte le esternazioni diventano apologia del fascismo, soprattutto in sede commemorativa, ed avendo creato i precedenti legislativi di cui alle più recenti sentenze - l'ultima del 7/11/2019 Tribunale di Imperia - .
"In un solo paragrafo, mettendo insieme in un unico minestrone indigesto il riemergere terribile dell’antisemitismo e del negazionismo, le storie diversissime di violenza degli anni Settanta e un giudizio paternalista contro le tecnologie moderne, squalifica da subito il suo approccio."
Questo scrive il dotto Saggio in merito all'affermazione da lui riportata di Veltroni, per cui  «Di storie come quella che sto per raccontare ce ne sono state molte, troppe, quando eravamo ragazzi. Vale la pena usare la memoria, non solo per un giorno, oggi che vediamo l’odio riemergere sui muri delle case di deportate morte da tempo e impazzare incontrollato su schermi tecnologici e moderni». Di fobie di negazionismo, è evidente che il -poco- Saggio si nutra per crearsi una risonanza che, altrimenti, non susciterebbe. Sulle "storie diversissime di violenza" torneremo fra poco.

"È chiaro quale sia l’intento che da anni persegue Veltroni: togliere dal dibattito storico l’analisi degli avvenimenti, e relegarli a una dimensione astratta, velenosamente mielosa, astorica e vischiosamente memorialistica, omologante, in cui esistono solo le vittime, tutte uguali e confuse, umiliante persino per i famigliari che vogliono preservarne la memoria. "
IL 13 marzo 1975 Sergio Ramelli stava semplicemente tornando a casa, via Amadeo, Milano. Un gruppo di infami di Avanguardia Operaia, lo colpisce più volte al capo, con le "mitiche" Hazet 36, quelle del "Hazet 36 fascista dove sei", motto in voga fra l'immondizia di quell'area. Marco Costa e Giuseppe Ferrari Bravo, con la complicità di una masnada di gente come loro, tutti condannati in via definitiva, lasciano a terra con il cranio spappolato un giovane di 18 anni. "Signor" Professore, quale dimensione astratta, o velenosamente mielosa o astorica o memorialistiche ed omologante legge in questa infamità, in questa propensione ad essere partigiani nel più intimo ed intimistico senso, quello dell'imboscato, del "tanti contro uno", quello dello "scappo e dovevo essere l'ultimo a scappare" (deposizione di G.Ferrari Bravo)?

"Sergio Ramelli è un ragazzo che ha idee fasciste, confuse, ingenue, come possono essere quando si è solo dei liceali chiaramente. Ha cominciato a costruirsi un’ideologia e un impegno politico da giovanissimo, e a esporsi. In nome di questa esposizione, verrà preso come bersaglio e ucciso. "
Caro Insegnante,  abbiamo,  geneticamente, una propensione ad esporci per le nostre idee. Non ci nascondiamo dietro Il Manifesto, non ci schieriamo con l'humus intimidatorio e, mi consenta, vagamente mafioso della vostra area.  Semplicemente, crediamo. La fede è cosa che a voi atei dello Spirito non appartiene e non apparterrà mai. Ma, se fosse credibile, ne farebbe una constatazione e non ce ne farebbe una colpa.

Tralasciamo una serie di considerazioni sul MSI non essendo noi avvezzi a prender parte di alcuno, sopratutto ad ambienti che ci sono antropologicamente distanti.
Ma, cortesemente, regoli le sue faide con Veltroni in altra sede ed apprenda a lasciare in pace i nostri morti.
Anche fosse per il bene della sua tasca.

Ultimo aggiornamento Martedì 18 Febbraio 2020 09:36
 

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