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Forza politica cercasi PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 17 Giugno 2020 17:36


Che sappia trovare un vero ruolo nella società del Covid

Forza politica cercasi, che sia in grado di mettere in pratica gli insegnamenti del Covid.
Che sia cioè pronta a battersi sui tre piani sui quali la lotta si dipana e che sia disposta a smetterla di mostrarsi in vetrina in continui autocompiacimenti recitando formulette magiche primitive contro la crisi, immaginando se stessa (sig!) come forza di governo capace di captare il malcontento generale (sig!) per restaurare il potere popolare, inteso (sig!) come farsa elettorale.
Cercasi insomma forza politica che esca dalla Second Life e dalle rappresentazioni nevrasteniche e neuropatiche del reale e sia disposta a cimentarsi nella realtà.

Questa forza politica dovrà:
a) Rispondere alla trasformazione antropologica in atto, accelerata dal Covid. Una trasformazione generale e standardizzante che va nel senso dell'atomizzazione, della viltà, della cessione di responsabilità e del post-umano.
Quindi: Operare alla riscoperta del coraggio, della verticalità, della sacralità e dello stile. E anche  della comunità selettiva e del ruolo d'avanguardia che agisca tramite l'esempio per introdurre nella vita quotidiana e nella sua tragedia il senso del tragico. Per contrapporre un modus vivendi, olimpico, virile, assiale, all'orizzontalità generalizzata e ai continui vortici tellurici che producono aperture verso il basso. Una nuova nobiltà popolare è l'elemento essenziale al quale tendere. Popolare non nel senso di volgare, massificato e plebeo; nobile per il travaglio compiuto su di sé.

b) Assumere un ruolo nella trasformazione sociale accelerata dal Covid.
Quindi: Abbandonare le cantilene stucchevoli sull'italianità formale e nominale, che di per sé non significa nulla, neppure per la più superficiale ideologia borghese, ma assume valore soltanto nella sua accezione rivoluzionaria, universale e imperiale. Abbandonare perciò i campanilismi e i formalismi. Popolo, Nazione e Stato sono termini astratti, se non riempiti da un significato sacrale, atemporale, verticale e da una volontà di potenza. Le esaltazioni tricolori di quest'epoca sono devianze curvarole e niente di più.
Assumere quindi una valenza socialrivoluzionaria tramite la quale sostanziare e formare l'azione popolare. Farlo esattamente dove lo scontro ha luogo, e cioè sulla proletarizzazione e lo scompaginamento della piccola borghesia. Una battaglia particolarmente italiana, perché l'Italia è il Paese con maggior incidenza di piccola borghesia, piccole imprese e artigiani. È una battaglia italiana anche nel senso che è tutta italiana (come pure quelle alla buffonaggine e alla corruzione), non è la resistenza a chissà quali fantomatici magheggioni di altra lingua.
Una forza politica che intenda andare al di là della passerella mediatica del sindacalismo via social dovrebbe non soltanto organizzare le rivendicazioni della piccola borghesia e dei liberi imprenditori e offrir loro delle soluzioni concrete, ma, in seguito, organizzarne la salvaguardia nel deserto che verrà (indicazioni per gli autofinanziamenti e per il mutuo soccorso).

c) Entrare nel dibattito sulle trasformazioni internazionali.
Quindi: Guarire dalla sbornia ridicola dell'anti-europeismo e imporre una svolta positiva nell'acquisizione di potenza e di emancipazione di noi europei dalle Superpotenze.
Favorire il sovranismo europeo e  assumere una dialettica chirurgica e centrata con le varie sfumature dei sovranismi per rettificarli. Sia concettualmente che operativamente.
Perché qualcosa, e ribadisco qualcosa, di sano da cui poi si sono prodotte le devianze ancora esiste e va salvaguardato. Trasformato radicalmente.

Forza politica cercasi. Ma la domanda è: qualcuno vuole operare in politica o preferiscono  tutti
vivere nella Second Life, sperando magari  di strappare un posto da portaborse o, se ricattati per motivi inconfessabili, di poter entrare nel novero dei lacché governativi del futuro?
Bella domanda! La risposta è da temere.



 

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