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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Domenica 06 Settembre 2020 10:56


Bipolarismo e idiozia nel tempo del Covid

L'onorevole Rotondi ha rilevato che il bipolarismo nel Covid si esprime in tutta colpa dei migranti, no delle discoteche!
La logica binaria e stolidamente antagonistica su cui si fonda la democrazia diretta della società virtuale vuole che tu decida in modo fanatico in quale squadra d'imbecilli ti vai a mettere. Poi, grazie ai tags, agli amici, al following, ti senti meno solo, anzi partecipe di una squadra, e ti sbizzarrisci esprimendo concetti truculenti, trinariciuti, lanciando anatemi e sbeffeggiando.
Questo si ripete in tutti i campi, in tutti i temi, in tutte le materie. Di ragionare non c'è verso: l'ottundimento (collettivo e tuo) regna sovrano, illudendoti di essere frutto di una convinzione profonda, e ogni qualvolta ti si faccia notare che questa o quella delle panzanate che esprimi o che riporti è priva di senso, reagisci presentando le panzane altrui come l'unica alternativa alla tua e come giustificazione ad essa che, comunque, è sempre meglio di quella dell'altra squadra di rincoglioniti.

Il Covid che tiene banco da marzo non poteva fare eccezione. Così le diverse posizioni sensate possibili sono state tutte assorbite mediaticamente dal bipolarismo peste/fandonia.
Poiché nessuna delle due è giusta, per trovare la sua giustificazione ognuna ricorre alla messa alla berlina della fandonia altrui. Chi dimostra che non si sia di fronte alla peste e afferma che le misure prese, e gli atteggiamenti psicologici di massa, sono deleteri, viene spinto dalla violenza dialettica altrui alla tentazione della negazione tout court. E questo, con il pretesto dell'offesa arrecata alle vittime e ai loro familiari, viene impugnato dalla parte istituzionale per ridicolizzare qualsiasi protesta, estendendo peraltro l'etichetta di negazionista a fior di primari e virologi che non hanno mai negato alcunché, bensì messe in discussione le politiche attuali, e che sono così “nazificati” a tavolino.

 

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