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Le lezioni del Capitol PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Giovedì 07 Gennaio 2021 14:53


La realtà sbeffeggia sempre i deliri

La capiranno alla fine? Ne dubito.

1) Trump è stato abbandonato dai giudici della Corte Suprema, da Pence e dagli stessi governatori repubblicani degli stati in cui pretendeva il riconteggio.
Il 6 gennaio, data che per i trumpisti di ogni lingua e latitudine sarebbe stata fatale a Biden, si è conclusa con l'isolamento definitivo del presidente e con il sacrificio della sua base a Washington.
Tutto questo era prevedibile: bastava smetterla di sognare un mondo che non c'è e prendere atto dei meccanismi e dei rapporti di forza. Se non si dominano i primi e non si modificano i secondi, la politica è solo avanspettacolo.

2) Biden coglierà l'occasione per uscire dalla posizione di debolezza presentandosi come uomo di sintesi, ammiccando ai moderati. Peraltro Trump, sempre che non finisca in prigione, difficilmente potrà restare nel partito repubblicano e creerà probabilmente un suo partito, assicurando così la Casa Bianca ai democratici per altri otto anni almeno, oltre ai quattro che iniziano tra due settimane. Così, anche in Usa come altrove, avremo una minoranza populista demonizzata che permetterà di tenere in piedi una coalizione trasversale tutto il tempo che sarà necessario.

3) La presa del Capitol da parte di una folla indignata, ma non violenta, attesta un certo coraggio, come già si era potuto notare in ambo gli schieramenti al tempo del BLM. Lo stesso si è visto ripetutamente in Francia con i gilets jaunes o in Serbia per il lockdown.
In Italia non si è visto qualcosa di simile, né lo si vedrà prossimamente.
Da dopo l'8 settembre, ovunque nel mondo ci disprezzano e ci prendono in giro per la nostra furbetta vigliaccheria. In pochi abbiamo dimostrato il contrario.
Ma la massa italiana è codarda e accomodante. È quella di chi – diceva Flaiano – fa le barricate con i mobili del vicino. Oggi, al massimo, spera che le faccia il vicino.
I sognatori nostrani dell'insurrezione messianica passeranno così dei mesi a rivedersi e a inoltrare reciprocamente i filmati della presa del Capitol House. E ghigneranno soddisfatti, trasformando la strumentalizzazione e l'abbandono della base trumpiana in un successo immaginario.

1, 2 e 3: tirate le somme, i sovranpopulisti dovrebbero cambiare il mentale, le aspettative e piantarla con quelle formule ridicole che alternano e confondono l'insurrezionalismo popolare con la rivoluzione elettorale.
L'una e l'altra di queste scemenze sono il frutto del capovolgimento delle cose e dell'incapacità d'intendere e di volere. In quest'ambito, come in altri mai, serve un reset profondo, radicale, totale, impietoso.

Penso infine alla donna assassinata per prima al Capitol.
Ammonitrice e forse emblematica. "In verità, una bella pesca ho fatto oggi! Non ho pescato nessun uomo, ma — in compenso — un cadavere”. Così parlò Zarathustra, apprestandosi ad abbandonare l'idea di arringare il popolo.





 

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