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Scritto da Gabriele Adinolfi   
Sabato 06 Febbraio 2021 15:51


Il crolo della democrazia parlamentare e delle illusioni sono come un raggio di sole

Tutti in fila con il piattino in mano, tranne chi ha il compito di raccogliere il dissenso e farà quindi “opposizione costruttiva”.
Dopo un anno di stato d'emergenza, abbiamo l'accantonamento definitivo dell'aula sordida  e incolore, e questa è la migliore notizia che potevamo avere.
I più si attendono ora che Draghi salvi l'Italia, altri s'inalberano invece in difesa della scialba  democrazia parlamentare. Tra questi ci sono le sacche marginali, incantate dal flauto sovranista inventato dalle logge inglesi, e totalmente incapaci di esprimere un progetto politico. Improvvisamente rimesse in gioco (così s'illudono) provano a cogliere l'occasione per determinarsi di rimbalzo, allo specchio. Draghi diventa così l'emblema fisico e assoluto dei poteri forti e loro, invece, s'immaginano difensori del popolo. Prendendosi per quello che non sono in nessun modo e agitandosi tra slogan e invettive, s'inventano un ruolo di un'opposzione radicale quando si tratta solo di masturbazione nel virtuale. E avanti per altri anni di barzellette che fanno ridere tutti gli altri e solo loro.
Eppure la situazione sarebbe ottimale se, invece di quattro scimmiette ammaestrate, ci fossero spiriti e intelligenze di qualità.

Intanto si deve fare tesoro di un fallimento
Il fallimento c'è stato, ma, come andiamo ripetendolo da anni, non del sistema, bensì della società civile, il che rende il sistema ancora più forte.
Constatare che il sistema è forte non è incoraggiante; ma lo è parecchio l'essere obbligati a guardare in faccia la realtà e finirla di conseguenza di stare appresso alle formulette comiche dei cialtroni e dei ciarlatani che impazzano almeno dal 2012.
Dopo un immancabile fuoco d'artificio dovuto ai riflessi condizionati, la si finirà di esaltare la Costituzione e di inseguire le elezioni e gli eletti. Il re è nudo agli occhi di tutti; se tutti i partiti hanno dimostrato di essere congreghe di saltimbanchi non è più sufficiente prendersela con tizio o caio, ma si deve comprendere che questo è accaduto perché non sono fisiologicamente in grado di andare oltre alla farsa. Se scadono ripetutamente nel ridicolo, questo non dipende soltanto dalla tempra dei singoli ma dal fatto che la farsa democratica da noi conosciuta, cioè quel sistema d'incantamento delle masse di bisecolare successo, ha ormai fatto il suo tempo e siamo adesso nella post-democrazia, o democratura.
Questa non dev'essere affatto una ragione di scoramento e men che meno d'indignazione (sono le nature fragili e inferiori che s'indignano), ma perfino un motivo di sollievo.
Meglio avere a che fare con il re nudo che con delle ombre cinesi truccate.
Non in difesa di quelle ingannevoli ombre ci si deve schierare, ma per creare potere e per incidere nell'era che verrà.

L'era che verrà è già venuta
Il Gran Reset annunciato per la prossima primavera non porterà a tutto quanto paventano i complottisti de noantri. Semplicemente perché quello che li terrorizza è già  realtà di tutti i giorni da almeno venti anni. Verrà invece resettata la mentalità generale perché, con l'accelerazione della tecnica, la modifica dello stesso rapporto spazio/tempo e l'allargamento delle aree di mercato e di geoinfluenza, gli spartiti su cui si esibiva il flauto dei cantastorie sono ormai desueti e bisogna creare una  favola nuova per raccordare la gente al sistema anche dal punto di vista mentale.
Di questo si tratta e non di altro. Dobbiamo esserne felici perché ciò imporrà un salto di qualità mentale ed esistenziale per quelli, sicuramente non numerosi, che vorranno fare qualcosa.
Per chi, insomma, saprà creare spazi di potere non democratico e saprà declinare paradigmi post-democratici di potere, alternativi a quelli strettamente oligarchici.

Si tratta in primo luogo di una sfida esistenziale
Poi di una sfida ideale e culturale. Perché il sistema oggi nel mondo è sostanzialmente fondato sui medesimi pilastri. Ovvero quelli del capitalismo con anima comunista. Stalinista ad est (Cina e Russia), trotzkista ad ovest (Usa, Inghilterra ed Europa).
Nella fisiologica “unità e scissione” dell'imperialismo capitalista, le faglie si moltiplicano, specie in uno squilibrio/riequilibrio multipolare quale quello oggi in atto.
È dunque necessario, dal punto di vista culturale e ideologico, respingere il comunismo e agire in direzione controcapitalista, ma socialrivoluzionaria, favorendo al contempo le linee di potenza. Nei conflitti imperialisti si deve operare per rafforzare l'imperialismo europeo contro gli altri, ma lo si deve fare rigenerando l'Impero contro l'imperialismo.
In altre parole si tratta di capovolgere letteralmente i criteri del sovranismo che si oppone all'imperialismo europeo, favorendo tutti gli altri, e che si riempie la bocca di teorie da deregulation che sono capitaliste quanto niente altro mai. S'impantana infine negli stagni dell'antistoria e nelle baracche della democrazia decadente.
Tutto questo va spazzato via, non solo dalle cellule grigie ma dai riflessi condizionati.

L'essenziale è fare leva su se stessi, orientandosi alla Stella Polare
E smetterla quindi d'identificarsi in questo o quel personaggio o partito, o di determinarsi in opposizione a questo o quell'altro teconcrate od oligarca.
Nei confronti di ciascuno si deve essere in dialettica esterna, distaccata. Qualsiasi situazione, qualsiasi personaggio, dev'essere analizzato con occhio strategico e operativo e non si deve contare su nessuno all'infuori di sé.
Bisogna imparare a stare in questo mondo appartenendo ad un altro. E, soprattutto, ad essere pieni e felici a prescindere dal resto. L'ipnosi è il collante del sistema, l'angoscia e la speranza angosciata sono i suoi alimenti. Solo chi è consapevole e romanamente felice è inattacabile e può sacralizzare gli spazi e disinnescare le mine.
Tutti i modi di pensare e di agire che conosciamo sono mutuati dal modello centrale. È ora di voltare pagina completamente. L'uomo è libero a prescindere dalle sbarre o prigioniero a prescindere dalle libertà. Fino a quando ragionerai come loro ti batteranno sempre.
Impara a osservarli e a comprenderli ma, soprattutto, a usare la loro forza contro di loro e la tua centralità come centralità.
Non lo puoi improvvisare, devi prima riconoscere il tuo maestro, che può anche non essere vivo e presente. Ma uccidi per cominciare il tuo vero nemico: ovvero il tuo io imbevuto di tutte le scorie velenose di quest'epoca.
Il momento non è mai stato così favorevole: ora dimostra a te stesso che non sei una larva piagnucolosa di passaggio tre le ombre cinesi.
O sparisci in silenzio!

Non ti basta, vuoi sapere esattamente come?
Te lo spiegheremo per filo e per segno, ma solo quando sarai ricettivo e soprattutto pronto.
Come scritto più su, si deve uscire da tutti i condizionamenti attuali, tra i quali il giudizio del (fascio)consumatore e il razionalismo privo di fantasia e di profondità.
Parti di lì, dallo spirito giusto e dalla fede. Il resto c'è ma non è argomento di blog.

 

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