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Scapoli e ammogliati PDF Stampa E-mail
Scritto da Gabriele Adinolfi   
Mercoledì 24 Marzo 2021 01:28


Ma perché mai i sovranisti devono sparare alle spalle della nazione?

Da qualche tempo i partiti sovranisti in tutta Europa hanno abbandonato la stupida e insopportabile retorica dell'Exit e questa dovrebbe essere una buona notizia. Ma non lo è così tanto perché la dipendenza psicologica – e non solo – delle destre sovraniste dai padrini e dai padroni di sempre sono lampanti e mai come ora possono essere chiamate in gioco come quinte colonne contro i nostri interessi e il nostro destino.

Sempre dalla parte del padrone
Lo si evince da come si schierano regolarmente nei contenziosi, a partire da AstraZeneca che difendono nel nome di Biden e dell'Union Jack contro Germania e Francia.
Ci troviamo nel pieno di una vera e propria guerra che ha come obiettivi la quota di potenza dei players nel dopo Covid e gli schieramenti internazionali sull'Indopacifico.
Sono in gioco anche le relazioni con la Russia (il North Stream 2 in fase di ultimazione e l'accettazione in Ue del vaccino Sputnik).
In questo gioco rientra l'invio di vaccini con il contagocce per ritardare la ripresa europea e l'opposizione al Recovery Plan perché le intelligences americane lo hanno giudicato di portata economica strategica, definendo invece le proprie misure, pur se portentose, infarcite di tatticismo e miopia.
Insomma ci sparano nella schiena mentre i partiti sovranisti e gli “intellettuali” antieruopei portano la cartuccera ai cecchini nemici.

La guerra continua
Intanto le potenze hanno tutt'altra velocità, questo vale per Israele, per l'Inghilterra e per la Cina. Gli  Stati Uniti, invece, nella guerra del vaccino la fanno da padroni sul piano internazionale ma mostrano alcune carenze interne. Comunque stiano le cose, insieme al gigante asiatico, sono i vincitori della seconda guerra mondiale che hanno messo la benzina nel motore e la lesinano all'Europa, composta e soprattutto trainata solo dai vinti del '45, teoricamente – ma solo teoricamente – la Francia unica inclusa nel club dei vincitori.
Ci vogliono ancora e sempre vinti e fa specie che i sovranisti siano quelli che più ci vogliono schiavi. Forse perché affezionati al solo padrone che se li fila, sia pur distrattamente.

Scapoli e ammogliati
La contesa infuria. Altrove, pressoché ovunque, la politica s'interroga sui temi essenziali, sul destino delle proprie nazioni e sulle questioni strategiche.
I think tanks svolgono un ruolo del tutto ignoto nel nostro provincialotto bordello, e contribuiscono a ristrutturazioni politiche estremamente interessanti. La riflessione che ha accompagnato la campagna elettorale olandese, ovvero della nazione tradizionalmente più euroscettica della Ue e che ha avuto come risultato un imprevisto trionfo europeista, merita particolare attenzione e gliela dedicheremo a breve.
Intanto da noi abbiamo soltanto una visione da pollaio, come se davvero contasse qualcosa se emerge Salvini, la Meloni, Letta o la Boldrini e questa faida di vetrina del tutto priva di rilevanza non fosse soltanto la classifica di un torneo tra scapoli e ammogliati.
Ma molti di questi scapoli e ammogliati riescono a ragliare alla luna pretendendo oggi che gli inglesi e gli americani aiutino Draghi, quando, semmai si dovrebbero rovesciare i termini e ammettere che si vuole a tutti i costi procrastinare un servilismo atavico, sperando di continuare a vivere dei resti del banchetto della nostra gente e della nostra storia, gettati ai cani e ai lacché dal bordo del Britannia, che – ricordiamocelo sempre – si chiama Britannia e non Germania.

 

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